"Si tenta di imporre un’opera inutile, anacronistica e profondamente sbagliata, in totale spregio delle regole, della trasparenza amministrativa e del rispetto dei territori. I dubbi sollevati da tecnici, giuristi, ambientalisti e persino da organi istituzionali vengono sistematicamente ignorati, mentre si tenta di procedere a tappe forzate per blindare un progetto che, oltre a non avere alcuna utilità reale, rappresenta un colossale spreco di risorse pubbliche". Questo il commento dell'associazione "Invece del ponte, cittadini per lo sviluppo sostenibile dell'area dello Stretto" sulla richiesta di chiarimenti della Corte dei Conti.
"Nella richiesta di chiarimenti della magistratura contabile si documentano oggi in modo puntuale le irregolarità, i conflitti normativi e l’inconsistenza delle basi tecnico-giuridiche su cui poggia questo tentativo affrettato e opaco di avviare i lavori.
La Corte dei Conti - evidenzia il Comitato - tra gli altri punti, rileva l’illegittimità della procedura di approvazione della relazione IROPI, che di fatto ha attestato la valenza militare del ponte; viene denunciata la mancanza di qualsiasi approfondimento sulle interlocuzioni con Bruxelles in merito al parere assolutamente negativo sulla valutazione d’impatto ambientale. E’ stigmatizzata l’incomprensibile esclusione del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Nell’elenco lunghissimo di carenze appaiono anche disallineamenti di cifre, mancate ottemperanze a prescrizioni tecniche. E per aggiungere ancora un aspetto di criticità da tempo segnalato, anche i magistrati contabili sono molto perplessi circa le stime di traffico che stanno alla base della valutazione costi-benefici. Chiediamo con forza che si fermi questa corsa folle verso il nulla, e che si apra finalmente una discussione seria e trasparente sull’uso delle risorse pubbliche, sul rispetto delle norme e sul futuro delle infrastrutture nel nostro Paese. Basta con le scorciatoie, basta con le opere imposte dall’alto: l’Italia ha bisogno di visione, non di propaganda, il bluff ormai è scoperto".
Sul punto interviene anche il Wwf: «Dopo i dubbi sollevati dalla Commissione europea sull'impatto ambientale arriva un secondo sostanziale stop dalla Corte dei Conti che con cinque pagine di rilievi tecnici e procedurali sulla delibera Cipess sul Ponte sullo Stretto ha evidenziato criticità fondamentali che le associazioni ambientaliste e la società civile denunciano da tempo» scrivono i rappresentanti dell'Organizzazione.
«In questa fase la Corte dei Conti poteva solo approvare o rimandare chiedendo integrazioni ed approfondimenti, ma nella sostanza il testo risulta essere una picconata alla delibera Cipess sia per la procedura che è stata seguita per arrivarvi(compresa la modalità con cui sono state approvate i motivi imperativi d’interesse pubblico rilevante) sia per questioni economiche e finanziarie di significativo rilievo. Siamo di fronte ad un momento di verità per un progetto che finora è andata avanti per forzature legislative, pareri tecnici preannunciati dalla politica e voti di fiducia in parlamento su leggi ad pontem. È mancata la terzietà di giudizio e la necessaria imparzialità che lo Stato dovrebbe sempre garantire, specialmente quando sono in gioco esplosioni finanziarie di tale portata e impatti ambientali acclarati. La Corte ha dunque confermato le criticità ed i dubbi già emersi sia sulla sostenibilità economica, sia sul rispetto delle norme europee e sulle valutazioni ambientali. I rilievi formulati dalla Corte risultano sostanzialmente coincidenti con le osservazioni e le criticità che le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf avevano già presentato ai magistrati contabili nella loro memoria tecnica di inizio settembre. È evidente che il processo decisionale finora seguito non abbia mai garantito (e continua a non garantire) quella necessaria valutazione critica e indipendente che progetti di tale complessità e impatto richiederebbero. Come Wwf auspichiamo che questo stop rappresenti un’occasione per ripensare all’idea stessa del Ponte e confermi la necessità di fermarsi e riflettere prima di procedere con un’opera che presenta enormi zone d’ombra e incertezze per essere considerata matura per la realizzazione».