Referendum sulla giustizia, il Comitato per il No si presenta alla città: incontro nel Salone degli Specchi
Dopo la costituzione annunciata nei giorni scorsi, il Comitato “Giusto dire No – Messina” si prepara ora al suo debutto pubblico. Venerdì prossimo l’organismo, nato in vista del referendum sulla giustizia, si presenterà ufficialmente alla città con un incontro aperto ai cittadini.
L’appuntamento è fissato per venerdì 9 gennaio, dalle 16.30 alle 18.30, al Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni, e sarà dedicato all’illustrazione delle ragioni che hanno portato il Comitato a schierarsi contro la riforma costituzionale oggetto della consultazione.
Il coordinamento dell’iniziativa è affidato a Luigi D’Andrea, docente di Diritto costituzionale all’Università di Messina, affiancato da un direttivo che riunisce esponenti del mondo giudiziario, accademico e forense. Per la magistratura partecipano Ornella Pastore, presidente della sezione Gip, Andrea La Spada, presidente della giunta Anm e giudice del Tribunale di Patti, Alice Parialò della Procura della Repubblica di Messina e Salvatore Nucera della Procura di Patti. L’avvocatura è rappresentata da Aurora Notarianni, mentre il mondo universitario da Vittorio Silvestro, dell’Università degli Studi di Messina.
Al centro della riflessione dei comitati per il No, che stanno promuovendo iniziative analoghe in diverse città italiane, vi è la convinzione che l’autonomia e l’indipendenza della magistratura costituiscano una garanzia essenziale per i diritti dei cittadini e per l’equilibrio tra i poteri dello Stato, e non un interesse di categoria.
Secondo il Comitato, le riforme oggetto del referendum – in particolare quelle riconducibili alla cosiddetta legge Nordio – tenderebbero a rafforzare il ruolo dell’esecutivo, incidendo sull’assetto costituzionale e riducendo l’efficacia dei controlli di legalità.
La presentazione segnerà l’avvio di una serie di incontri pubblici e momenti di confronto destinati ad approfondire contenuti, criticità e possibili conseguenze della riforma, con il richiamo ai principi sanciti dalla Costituzione e al valore di una giustizia libera da condizionamenti politici.