Aggrediti gli inviati Rai a Crans-Montana, tra loro il messinese Giovanni Currò: insulti e acqua gelata
Insulti, spintoni, acqua gelida. Tre troupe della Rai, ma anche alcuni giornalisti stranieri, sono stati aggrediti a Crans-Montana, dove erano impegnati a seguire gli sviluppi della strage di capodanno. Azioni - secondo quanto raccontato dalle stesse vittime - verosimilmente messe in atto da persone vicine ai coniugi Moretti, gestori del bar Le Constellation, nel quale hanno perso la vita decine di ragazzi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all’ambasciata italiana in Svizzera, che si è già attivata in tal senso, di sensibilizzare le autorità sulla necessità di tutelare i cronisti. La prima aggressione è avvenuta ieri pomeriggio davanti a uno dei tre locali gestiti dai Moretti, il ristorante 'Le vieux chalet', che in quel momento era chiuso.
A subire l'aggressione anche il filmaker messinese Stefano Currò
A subirla Domenico Marocchi, inviato di UnoMattina News, e Alessandro Politi, di Storie Italiane, insieme ai filmaker Riccardo Nava e Giovanni Curró (messinese di Milazzo). «Da un’auto, da cui proveniva musica rap ad altissimo volume, sono uscite tre persone che hanno iniziato ad intimidirci ad insultarci - ha raccontato Marocchi a Uno Mattina - Stavamo per andare via quando sono arrivate altre sette persone». Il giornalista ha visto uscire questi ultimi dal locale e ha riconosciuto tra loro gli autori di un’altra aggressione ai danni degli inviati del Blick, quotidiano svizzero in lingua tedesca. Tra questi anche una donna e un uomo che si è tenuto più distante, ma gli inviati non hanno saputo dire se si trattasse o meno dei coniugi Moretti. I dieci aggressori - ha proseguito Marocchi - «hanno circondato la nostra auto e hanno iniziato ad urlare dando colpi all’auto».
In un altro episodio aggredita la giornalista Francesca Crimi
Aggredita, in un altro episodio, anche una troupe di Ore 14. "La giornalista Francesca Crimi - informa una nota della trasmissione di Rai 2 - era insieme a Marco Bonifacio quando una persona vicina ai proprietari di Le Constellation ha aperto una pompa che aveva in mano contro la giornalista bagnandola completamente con acqua gelida». «Si tratta di un atto vergognoso e vigliacco», ha commentato il conduttore Milo Infante. L’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha dunque sollecitato, su richiesta di Tajani, la polizia cantonale del Vallese a «rafforzare la vigilanza a tutela dell’incolumità dei media italiani». «Il contesto di questa sciagura - afferma il ministro - deve portarci a rispettare il dolore di tutti, ma in nessun modo deve permettere atti di violenza o intimidazione contro la stampa». Solidarietà dalla presidente della Commissione di Vigilanza, Barbara Floridia, oltre che da Usigrai e Unirai. «Una ferma condanna per gli inaccettabili atti di intimidazione e le aggressioni a giornalisti e troupe del servizio pubblico» viene espressa dai vertici della Rai.