Messina: Un tumore curato come problema erettile, maxi risarcimento
Un maxi risarcimento di quasi un milione di euro per una diagnosi medica errata. Al centro del caso un paziente affetto da un tumore alla prostata curato per due anni come disfunzione erettile, somministrando del Cialis. Ed è forse una delle prime volte che a Messina si applicano i parametri giuridici della recentissima legge “Gelli-Bianco” sulla responsabilità professionale sanitaria, lo ha fatto il giudice civile Paolo Petrolo con una sua ordinanza.
Si tratta di un caso particolare di cui è stato vittima il paziente V.M., oggi 49enne, che nel luglio del 2014 fu visitato per la prima volta dal dott. Francesco Mastroeni, all’epoca primario del reparto di Urologia dell’ospedale Papardo. Spiegano i legali che hanno assistito il paziente in questa sua lunga e complessa battaglia legale, gli avvocati Piero Adamo e Fabio Criniti dello Studio Ls, che si trattò di «una sintomatologia del tutto non adeguatamente valutata dallo specialista». Il paziente nel dicembre 2014 si recò nuovamente dal dott. Mastroeni che ancora una volta «disattese il quadro sintomatologico, prescrivendo cure del tutto inadatte rispetto alla problematica realmente presente». In sostanza l’uomo fu curato per quasi due anni, dalla fine 2014 a ottobre 2016, ipotizzando una “disfunzione erettile” con la somministrazione di Cialis e integratori.
La svolta arrivò nel 2016 mentre il paziente era a Livorno per lavoro: accusò dei seri problemi di salute e si recò d’urgenza da un altro urologo, che individuò la presenza del tumore, diagnosi poi confermata da un ulteriore parere medico. La progressione della malattia, non curata per oltre 2 anni, ha comportato - spiegano i legali -, il ricorso ad un intervento chirurgico totalmente demolitivo e ha permesso al tumore di progredire.
Su questo caso è stata applicata la nuova procedura: il presidente del Tribunale ha nominato dei consulenti tecnici, lo stesso ha fatto il paziente. Dopo la definizione del caso il giudice Petrolo ha disposto un maxi risarcimento di 940mila euro, dichiarando la responsabilità del dott. Mastroeni e del Papardo. Il danno - ecco l’altra novità -, è stato quantificato alla luce della Tabella unica nazionale introdotta di recente, che supera il dissidio fra quelle di Milano e Roma. Il giudice ha anche dichiarato il diritto di rivalsa dell’Azienda Papardo nei confronti del dott. Mastroeni, per il 50%, nonché la presa in carico del risarcimento, per il medico, alla compagnia Assicuratrice Milanese, l’unica parte che allo stato ha poi presentato appello.
I due legali sulla vicenda dichiarano: «Dopo un iter giudiziario durato quasi dieci anni, l’ordinanza ottenuta restituisce finalmente giustizia al nostro assistito, riconoscendo non solo il danno subito ma la dignità di una sofferenza che ha atteso troppo a lungo per essere riparata».