Università di Messina: Stop al concorso vinto dal figlio del Prof. Il tar annulla la procedura per un posto da ricercatore
Il Tar di Catania ha annullato l'esito di un concorso per ricercatore a tempo determinato in malattie odontostomatologiche nel dipartimento di Scienze biomediche e odontoiatriche dell'Università di Messina. Era risultato vincitore Roberto Lo Giudice, figlio del dentista Giuseppe Lo Giudice che insegna proprio all'università di Messina e fa parte dell'ordine dei medici di Messina e degli odontoiatri. Il professore Lo Giudice, tuttavia, come scrive Fabrizio Berte' su Repubblica Palermo, dal 2023, fa parte del dipartimento di medicina clinica. Secondo l'articolo 18 della legge 240/10 il divieto d'ammissione ai concorsi riguarda solo i figli dei professori che insegnano nello stesso dipartimento. Ma un concorrente ha deciso ugualmente di opporsi. Il motivo? Roberto Lo Giudice non avrebbe potuto partecipare al concorso in quanto il padre avrebbe mantenuto contatti con il dipartimento in cui sarebbe stato assunto il figlio e proprio li avrebbe ancora oggi importanti incarichi di docenza e dirigenziali. Il ricorrente ha fatto un accesso agli atti ai vertici dell'Ateneo e ha chiesto alla rettrice Giovanna Spatari di annullare la procedura in autotutela in quanto il suo curriculum sarebbe stato svalutato (non gli sarebbe stato riconosciuto un dottorato di ricerca) e quello del figlio del professore Giuseppe Lo Giudice sarebbe stato invece sopravvalutato. Ma l'istanza d'annullamento è stata ignorata e l'accesso agli atti gli è stata negato. Ha deciso di appellarsi e il Tar gli ha dato parzialmente ragione. E' stato appurato che il professore Lo Giudice "anche dopo l'affluenza al dipartimento di medicina clinica e sperimentale e la contestuale disafferenza dal dipartimento di scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali è stato destinatario di numerosi incarichi (non solo d'insegnamento) presso il dipartimento di scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali".
L'università è stata condannata a pagare mille euro e il Tar ha dichiarato "la nullità del contratto individuale di lavoro subordinato a tempo determinato stipulato tra l'Università di Messina e Roberto Lo Giudice".