Ponte sullo Stretto, ecco il documento in cui Crosetto smentì le balle di Salvini sull’opera militare
Di Giacomo Salvini - Per il ministero delle Infrastrutture di Matteo Salvini, il Ponte sullo Stretto di Messina ridurrebbe la possibilità di attacchi militari stranieri in grado di colpire le principali vie di comunicazione. Non solo: favorirebbe la capacità di Difesa dell’esercito italiano e “collettivo” mettendo in collegamento il continente con le basi militari italiane strategiche come quella di Sigonella.
Motivazioni espresse dal ministro delle Infrastrutture a fine 2024 per dichiarare il Ponte come “opera di rilevanza strategica” e magari conteggiare come finanziamenti per la Difesa quelli a esso necessari, ma c’è stato lo stop dal ministero della Difesa di Guido Crosetto: in caso di attacco straniero, il Ponte sarebbe esattamente la prima infrastruttura a saltare ed è “difficilmente sostenibile” che la mobilità tra le basi militari italiane favorisca la difesa “collettiva” della Nato.
Alla fine l’ha avuta vinta il ministro della Difesa di Fratelli d’Italia, che è riuscito a limitare le “sparate” più grosse di Salvini che un anno fa aveva mandato ai colleghi di governo la relazione “Iropi” (Imperative Reasons of Overriding Public interest), cioè il documento che serve per motivare l’interesse pubblico e la rilevanza strategica di un’opera pubblica. Alla fine, dopo le modifiche chieste dai ministeri, il Consiglio dei ministri ha approvato la delibera del Cipess lo scorso 9 aprile per dare il via libera al Ponte insieme alla relazione “Iropi” modificata. Adesso proprio quel rapporto dovrà essere riscritto – insieme alla delibera – dopo lo stop della Corte dei Conti di ottobre.
Ora un documento inedito del 29 novembre 2024, che il Fatto ha letto, mostra i rilievi fatti a inizio 2025 dal ministro della Difesa Crosetto sul rapporto scritto dal ministero delle Infrastrutture. Nella relazione i tecnici di Salvini, per motivare il ruolo strategico del Ponte per la sicurezza e la difesa nazionale, avevano spiegato che l’opera “risponde alle esigenze della Nato e della difesa europea, migliorando l’accesso e la mobilità tra le basi militari italiane di rilevanza strategica nel Mediterraneo, come Sigonella e Napoli, essenziali per la sicurezza nazionale e collettiva”. Crosetto però, nel suo commento, replica che è “difficilmente sostenibile in modo oggettivo la valutazione relativa alla sicurezza nazionale e collettiva”. Insomma, non si può dire che mettere in collegamento le basi militari di Napoli e Sigonella – grazie al Ponte – possa essere fondamentale per la sicurezza italiana e dei membri dell’alleanza atlantica.
In secondo luogo, Salvini spiega che il Ponte “in qualità di corridoio multimodale”, avendo anche la ferrovia, ridurrebbe ulteriormente “la vulnerabilità della rete logistica militare alle condizioni meteo o a possibili attacchi ai collegamenti stradali o marittimi”. Insomma, grazie al Ponte si potrebbe ottenere una via d’uscita in caso di attacchi a strade o porti. Una tesi che viene smontata dal ministero della Difesa che spiega alle Infrastrutture una questione basilare: in caso di guerra, “un ponte può essere distrutto/demolito, per interrompere una via di comunicazione”. Non è un caso che nei conflitti le prime infrastrutture a saltare sono i ponti per interrompere le vie di comunicazione. Quindi, continua la Difesa, “si suggerisce di rielaborare il concetto”. Difficile, quindi, anche sostenere la tesi dell’evacuazione in caso di attacco, di cui aveva parlato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Il ministero di Salvini quindi prova anche a dire che un’infrastruttura permanente “in alternativa al traghettamento” rafforza la capacità di Difesa collettiva della Nato, ma anche su questo Crosetto è lapidario: una tesi priva di logica causa-effetto e quindi “difficilmente sostenibile”. Al massimo, suggerisce il ministero della Difesa, il Ponte dovrebbe servire in un contesto di “centralizzazione del Mediterraneo” in una visione della difesa collettiva alla minaccia a 360°.
Infine, il Mit spiegava di aver avuto il via libera in conferenza dei Servizi anche da parte del comando logistico dell’esercito, ma anche su questo la Difesa smentiva: “Non si evince”.
Rilievi che sono stati accolti, tant’è che le motivazioni più strampalate ipotizzate dal ministero di Salvini alla fine non sono state inserite nel rapporto Iropi approvato ad aprile dal governo. Ora quella relazione dovrà essere riscritta dai tecnici del ministero anche con l’aiuto di Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società Stretto di Messina, che martedì sarà nominato da Salvini come commissario al Ponte, come anticipato da Repubblica. Quest’ultimo dovrà far ripartire il progetto e riscrivere le delibere. Fonte: Il fatto quotidiano
Qui l’articolo di Antonio Mazzeo su stampalibera sull’argomento dell’aprile acorao.