Cuzzocrea: il Riesame nega i domiciliari ma applica la misura interdittiva da tutte le università italiane
Diciannove giorni dopo l’udienza dell’8 gennaio i giudici del Riesame hanno deciso. Niente arresti domiciliari per l’ex rettore Salvatore Cuzzocrea per l’inchiesta sui “rimborsi facili”, ma una misura interdittiva, legata al reato di peculato, con la sospensione per un anno «dall’esercizio della pubblica docenza in qualunque sede di ateneo del territorio nazionale», per la durata di 12 mesi.
Ecco quindi il responso del collegio presieduto dalla giudice Maria Vermiglio e composto dai colleghi Lia Silipigni, che ha redatto il provvedimento, e Antonino Aliberti.
La discussone davanti ai giudici del Riesame dell’8 gennaio scorso era stata dedicata a due atti d’appello con cui la Procura di Messina diretta da Antonio D’Amato aveva insistito per l’applicazione degli arresti domiciliari all’ex rettore, negati per due volte dal gip. In attesa di conoscere i dettagli del provvedimento, possiamo dire che i giudici hanno trattato quindi i due appelli. E a quanto pare uno lo hanno dichiarato inammissibile, mentre per il secondo ci sarebbe un accoglimento parziale con la misura interdittiva.
In ogni caso questa decisione dei giudici, proprio perché sulla materia c’è stato un “contenzioso” tra gip e Procura, non è immediatamente esecutiva (la cosiddetta “sospensione dell’efficacia”), perché i legali dell’ex rettore ovviamente ricorreranno in Cassazione chiedendone l’annullamento. E solo quando la Cassazione si pronuncerà ci sarà un “verdetto” definitivo.