Inchiesta Liberty Lines, reintegrati tutti i direttori
Liberty Lines comunica che oggi il Tribunale del Riesame di Palermo si è pronunciato sui residui ricorsi presentati dal collegio difensivo, disponendo l’immediato reintegro di tutti i direttori della Società. Il provvedimento segue le recenti decisioni dell’Autorità Giudiziaria che hanno definitivamente rimosso ogni misura cautelare e interdittiva nei confronti della Compagnia e dei suoi vertici. Il 20 dicembre il Tribunale del Riesame di Palermo aveva annullato le misure cautelari personali disposte in via d’urgenza dal Gip di Trapani il 3 dicembre. Il 22 era stato deciso il dissequestro dell’intera Compagnia, revocando il provvedimento emanato dalla Procura di Trapani il 20 novembre 2025. Il 13 gennaio sempre il Riesame revocava le prime due misure interdittive richieste dalla procura di Trapani.
Oggi annullate anche le ultime misure interdittive richieste dalla procura di Trapani, completando così la rimozione di ogni restrizione nei confronti dei direttori della Liberty Lines.
La Compagnia ribadisce la propria fiducia nell’operato della Magistratura, pur rimarcando come le misure adottate in via preliminare si siano rivelate sproporzionate rispetto ai fatti contestati. “Ricordiamo che le presunte irregolarità contestate che Liberty Lines non riconosce come tali – - si legge nella nota dell'azienda - avrebbero riguardato appena lo 0,22% delle corse effettuate negli anni 2021 e 2022. Alcune di queste anomalie, in ipotesi, potrebbero essere ricondotte ad avarie tecniche, prontamente risolte senza incidenti, danni o conseguenze operative. In nessun caso è stata compromessa la sicurezza dei passeggeri o degli equipaggi”.
L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Trapani, ha avuto origine nel 2019. Nel nuovo filone investigativo le Fiamme gialle avevano concentrato l’attenzione su presunte irregolarità tecniche delle imbarcazioni, sul rispetto dei protocolli di sicurezza e sulla gestione delle comunicazioni relative alle criticità dei mezzi. Secondo gli inquirenti, diverse anomalie non sarebbero state annotate nei registri di bordo.