28 Gennaio 2026 Giudiziaria

Catania: Sentenza “Università Bandita”, assolto il prof. Santi Fedele

Si conclude dopo sette anni di attesa il primo capitolo giudiziario della maxi inchiesta “Università Bandita”, l’indagine condotta dalla Digos e coordinata dalla Procura etnea sui presunti concorsi truccati all’interno dell’ateneo catanese. La Seconda sezione penale del Tribunale di Catania, presieduta da Enza De Pasquale, ha emesso un verdetto che ridisegna le responsabilità rispetto alle richieste dell’accusa: 6 condanne e ben 45 assoluzioni.

La pena più severa è stata inflitta all’ex rettore Francesco Basile: cinque anni di reclusioneper quattro capi d’imputazione, riqualificati in induzione indebita a dare o promettere utilità (ex art. 319 quater c.p.). Per il professore, il collegio ha disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale per la durata della pena, senza concedere la sospensione condizionale. Basile è stato comunque assolto da altre contestazioni.

Il Tribunale ha inoltre condannato a 2 anni di reclusione (pena sospesa) i docenti Filippo Drago, Antonio Giuseppe Biondi, Marcello Angelo Alfredo Donati e Marco Montorsi. Condanna a 8 mesi, sempre con pena sospesa, per Giuseppe Maria Pappalardo.

Tra gli assolti figurano, oltre al prof. messinese Santi Fedele, numerosi docenti e personalità dell’ateneo e della pubblica amministrazione, tra cui: Amato Salvatore Cesare, Piero Baglioni, Laura Ballerini, Antonio Barone, Giuseppe Barone, Giovanni Barreca, Vincenzo Bianco, Paolo Cavallari, Michela Maria Bernardetta Cavallaro, Giovanna Cigliano, Agostino Cortesi, Velia Maria Lucia D’Agata, Vincenzo D’Agata, Di Raimondo Francesco, Facineroso Alessia, Gallo Giovanni, Garozzo Anna, Granata Sebastiano Angelo Alessandro, Guccio Calogero Salvatore, Lavecchia Giuseppina, Leanza Giampiero, Libra Massimo, Licandro Orazio Antonio, Mancini Luigi Vincenzo, Mattei Massimo, Mazzoleni Paolo, Monaco Carmelo Giovanni, Monduzzi Maura, Negro Matteo Giovanni, Nicoletti Ferdinando, Paino Maria Caterina, Pappalardo Giuseppe Maria, Pavone Pietro, Pennisi Roberto, Perciavalle Vincenzo, Pignataro Giacomo, Puglisi Giovanni, Puleo Stefano Giovanni, Ragusa Maria Alessandra, Rizzo Romilda, Saccone Salvatore, Schillaci Giovanna, Sessa Giuseppe, Vanella Luca, Vecchio Giuseppe.

L’esito del processo è stato fortemente influenzato dalla recente riforma della giustizia: per 39 imputati, è scattata l’assoluzione con la formula «perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato», in seguito all’abrogazione dell’abuso d’ufficio. Altre posizioni sono state archiviate nel merito o per prescrizione. In aula, alla lettura del dispositivo, erano presenti i vertici della Procura: il procuratore capo Francesco Curcio, l’aggiunta Agata Santonocito e i pm Raffaella Vinciguerra e Santo Di Stefano. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.