L’affondo del movimento civico “Rispetto Messina”: «A Palazzo dei Leoni serve un vicesindaco»
«La Città metropolitana non è un “feudo personale” ed il sindaco metropolitano ha il dovere istituzionale di tenerne conto». L’affondo è del movimento civico “Rispetto Messina”, che accende i riflettori sull’altro ente che, con le dimissioni di Basile, rimarrà senza guida, l’ex Provincia: «Il sindaco del Comune di Messina è anche sindaco della Città metropolitana senza essere stato eletto, ma per una legge Regionale che lo prevedeva. Ci troviamo quindi di fronte ad una figura che senza aver avuto alcun mandato popolare ha esercitato per anni in maniera indisturbata il suo ruolo di gestione, di fatto monocratica, dato che Governo regionale ed Ars hanno impiegato diversi anni prima di decidere sulle elezioni del Consiglio metropolitano, che si è insediato da pochi mesi». Un ente di cui fanno parte 108 comuni, motivo per cui, secondo il movimento, Basile «dovrebbe avere la sensibilità ed il senso istituzionale di confrontarsi con i sindaci di tutti i Comuni e con il Consiglio metropolitano». Ma soprattutto «deve osservare un adempimento non più rinviabile previsto dalla legge, con la nomina, nell’ambito dei componenti il Consiglio metropolitano, di un vicesindaco, passaggio ineludibile perché l’articolo 14 della legge istitutiva delle Città metropolitane prevede che “qualora il sindaco metropolitano cessi dalla carica per cessazione dalla carica di sindaco del Comune capoluogo, il vicesindaco rimane in carica fino all’insediamento del nuovo sindaco metropolitano». Anche il Consiglio metropolitano, entro due mesi dall’elezione del nuovo sindaco del capoluogo, dovrebbe essere rinnovato. Ma la figura chiave, a questo punto, sarebbe quella del vicesindaco, che amministrerebbe Palazzo dei Leoni (e non un commissario dunque) fino a giugno, ma che il sindaco Basile non ha ancora nominato. E il tempo stringe.