L’ex docente dello Jaci accusato di abusi sessuali su studenti, confermata in appello la condanna a sei anni
Condanna confermata. A 6 anni. In corte d’appello non cambia la sentenza nei confronti di un ex professore dell’istituto Jaci accusato di abusi sessuali. Una brutta storia, emersa nell’ottobre 2023, finita al centro di una delicata inchiesta condotta dai carabinieri della sezione di pg della Procura e sfociata poi nel processo con accuse pesanti nei confronti del professore Giulio Chiofalo che all’epoca dei fatti insegnava all’istituto Jaci.
Nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Roberto Conte, si contestava al docente incontri sessuali con gli studenti, che ricambiava con regali e somme di denaro.
Vicende che recentemente sono state al vaglio dei giudici dell’appello. La Corte, presieduta da Carmelo Blatti e composta anche dai giudici Bruno Sagone e Daniela Urbani ha confermato la sentenza che nell’aprile dell’anno scorso era stata pronunciata nell’ambito dell’udienza preliminare dal gup Eugenio Fiorentino con la quale condannava l’insegnante a sei anni di reclusione con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di uno studente all’epoca diciassettenne, e di corruzione di minori nei confronti di altri due studenti. Il processo si era svolto con le forme del rito abbreviato, uno dei riti alternativi, che era stato chiesto ed ottenuto dal legale dell’uomo, l’avvocato Salvatore Silvestro.
Il ricorso in appello contro quella sentenza non ha portato a nessuna modifica della decisione. La conferma era stata chiesta anche dall’accusa che per questo processo è stata rappresentata dalla pm Annamaria Arena.
I giudici della Corte d’appello hanno anche confermato le statuizioni che erano state disposte in primo grado nei confronti dei ragazzi che si sono costituiti parte civile rappresentati dagli avvocati Antonello Scordo, Tancredi Traclò e Massimo Rizzo. Erano state stabilite provvisioni di 18mila euro per lo studente 17enne vittima degli incontri sessuali, e di 8mila euro ciascuno per gli altri due ragazzi.
L’indagine aveva preso il via a seguito della denuncia presentata dalla madre di un ragazzo diciassettenne. Si era insospettita per il fatto che il figlio improvvisamente aveva disponibilità economica e la presenza di regali. Gli accertamenti dei carabinieri si sono poi estesi ad altri portando alla luce tutta la vicenda. Il professore aveva anche ribattuto alle accuse dicendo di essere stato vessato con richieste estorsive da alcuni dei ragazzi. La vicenda è finita al vaglio della procura per i minorenni.