Diffusione delle droghe sintetiche, mafie e riforma Nordio: Anche a Messina aperto l’anno giudiziario
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Cresce la preoccupazione per la diffusione delle droghe sintetiche, soprattutto tra i giovani, nel territorio del distretto di Messina. A lanciare l’allarme è stato Luigi Lombardo, presidente della Corte d’Appello, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.
«È allarmante – ha sottolineato – il dato relativo alla massiccia diffusione di droghe sintetiche, come spice e crack, come dimostrano le numerose indagini che hanno portato al sequestro di ingenti quantitativi di queste sostanze». Un fenomeno che continua ad alimentare il traffico di stupefacenti, confermandosi come la principale attività criminale svolta in forma associativa sul territorio, favorita da una domanda in costante crescita e da profitti elevati e continuativi.
Criminalità organizzata e scarcerazioni - Sul fronte della criminalità organizzata, Lombardo ha evidenziato come attualmente non si registrino latitanti di particolare rilievo. Tuttavia, ha richiamato l’attenzione su un dato definito “fisiologico ma allarmante”: la scarcerazione, o l’imminente fine pena, di alcuni esponenti di spicco della criminalità mafiosa locale, soprattutto nell’area barcellonese, a seguito di condanne definitive maturate negli ultimi venti anni.
Un quadro che ha spinto la Direzione distrettuale antimafia ad aggiornare strategie e modelli investigativi, per evitare di “abbassare la guardia” di fronte a nuovi equilibri e a modalità operative sempre più sofisticate e difficili da intercettare. Le analisi giudiziarie consentono di individuare tre aree geografiche del distretto in cui la presenza mafiosa risulta storicamente radicata.
Reati contro i soggetti vulnerabili - La relazione ha evidenziato anche l’andamento dei reati contro donne, minori e soggetti fragili. Si registra un calo significativo degli omicidi (-39%) e dei tentati omicidi (-11%), ma resta alta l’attenzione, soprattutto dopo il femminicidio della studentessa ventiduenne Sara Campanella, avvenuto nel marzo 2025.
Nel suo intervento, Lombardo ha inoltre espresso forti preoccupazioni per gli effetti della riforma della giustizia, nota come riforma Nordio, sottolineando il rischio di una progressiva intimidazione nei confronti dei magistrati e di un indebolimento dell’indipendenza della giurisdizione.
«Oggi – ha affermato – nessuno può dire a un pubblico ministero o a un giudice come decidere. Domani non è detto che sia così». Le critiche alla riforma Nordio Proprio nelle battute finali del suo intervento, il presidente della Corte d’Appello ha concentrato l’attenzione su quelli che ha definito gli effetti più critici della riforma, subordinata all’esito del referendum confermativo di marzo. Tra i punti contestati, l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, che – secondo Lombardo – lascia i cittadini privi di tutela penale contro abusi e prevaricazioni da parte di chi esercita poteri pubblici, e la riforma della giurisdizione della Corte dei Conti, destinata a ridurre la responsabilità per colpa grave degli amministratori. «Si tratta di interventi – ha spiegato – che rischiano di abbassare l’asticella della legalità e di favorire un progressivo affrancamento del potere politico dal controllo giudiziario».
Dopo l’illustrazione dei dati sull’andamento della giustizia nel distretto messinese, che saranno approfonditi nei prossimi contributi, Lombardo ha dichiarato ufficialmente aperto l’anno giudiziario. A seguire sono intervenuti il consigliere del Csm Michele Forziati e Rita Monica Russo, in rappresentanza del Ministro della Giustizia.