L'ex sindaco Turi Leonardi ha indirizzato una lettera aperta al sindaco dimissionario Federico Basile per contestare fermamente una delle motivazioni addotte per il passo indietro: la necessità di recuperare "40 anni di abbandono". Leonardi definisce questa ricostruzione "fuorviante e non veritiera", ricordando come proprio in quel periodo si siano concentrate amministrazioni che hanno operato con "spirito di servizio" in momenti storici complessi come quello di Tangentopoli.
L'ex primo cittadino sottolinea come, all'epoca, si preferisse la "continuità dell’azione amministrativa" per non smontare quanto di buono deliberato dai predecessori. A riprova di ciò, Leonardi elenca i traguardi raggiunti o avviati sotto la sua guida e quella di Franco Providenti:
- Infrastrutture e Trasporti: La realizzazione di 7,7 km di Tranvia in meno di 5 anni, l'avvio della Metroferrovia e lo svincolo San Filippo.
- Grandi Opere: Lo Stadio San Filippo, il Palasport Rescifina e il Palacultura.
- Emergenza Tir: L'istituzione dell'approdo di Tremestieri per mitigare il passaggio dei mezzi pesanti in città.
- Riqualificazione: Il risanamento della Galleria Vittorio Emanuele e la manutenzione del Campanile del Duomo.
L'analisi politica: "Il danno è l'instabilità degli ultimi 23 anni"
Secondo Leonardi, il vero limite di Messina non è da ricercare nel passato remoto, ma nella frammentazione amministrativa degli ultimi due decenni. Citando i dati dell'avvocato La Face, l'ex sindaco evidenzia come negli ultimi 23 anni la città sia stata governata da ben 9 soggetti tra sindaci e commissari, invece dei 4 previsti per legge, causando uno sciupio di tempo e risorse preziose.
La risposta di De Luca che difende il "Salva Messina"
Non è tardata ad arrivare la risposta di Cateno De Luca, che interviene nel dibattito per riportare il focus sulla questione economico-finanziaria. Pur dichiarando rispetto personale per Leonardi, De Luca ribadisce la gravità della situazione trovata al suo arrivo a Palazzo Zanca nel 2018.
"Debiti figli di intere compagini politiche"
Secondo De Luca, i dati oggettivi parlano chiaro: la sua amministrazione ha dovuto fronteggiare debiti accumulati proprio nell'arco di quegli oltre quarant'anni citati. «Quelle difficoltà non sono riconducibili a un singolo sindaco — afferma De Luca — ma a intere compagini politiche che hanno governato senza risolvere problemi strutturali, lasciando macerie amministrative a chi è venuto dopo».
Il valore del Piano di Riequilibrio
De Luca rivendica con forza l'operazione "Salva Messina" come l'unico strumento che ha permesso di cambiare il destino della città. Nel piano di riequilibrio, spiega l'ex sindaco (ora leader di Sud chiama Nord), sono state affrontate e saldate passività che per decenni erano state semplicemente rinviate. «Se tali passività sono emerse durante la nostra amministrazione — conclude De Luca — è perché altri, prima, non hanno provveduto ad affrontarle».