11 Febbraio 2026 Politica e Sindacato

Elezioni Messina, il Pd all’attacco: “Serve una stagione nuova, De Luca e Basile hanno fallito”

È il momento di cambiare pagina, serve una svolta politica vera fondata su lavoro, sviluppo e giustizia sociale.La città merita una guida capace di programmare il futuro, non di inseguire il consenso”, così il segretario provinciale del Pd messinese, Armando Hyerace, a margine della direzione provinciale che si è riunita ieri, e in occasione della quale è stato approvato all’unanimità un documento di sintesi del lavoro e degli obiettivi politici per il breve e medio periodo, anche in vista delle imminenti elezioni amministrative. Secondo il Partito Democratico, le amministrazioni De Luca e Basile non sono riuscite a imprimere quel necessario salto di qualità alla città e all’intera area metropolitana. I dati parlano chiaro: oggi Messina è più povera, più fragile e più diseguale, nonostante le straordinarie opportunità offerte dal PNRR per costruire un vero progetto strategico di crescita. Si è preferita, invece, una gestione ordinaria, a tratti assistenziale, priva di una visione strutturale di sviluppo. In questi anni sono stati investiti milioni di euro in operazioni di immagine, eventi spot e comunicazione, piuttosto che in lavoro stabile, sostegno alle imprese, rafforzamento dei servizi sociali e politiche giovanili capaci di creare prospettive durature, e non semplici interventi a termine. Le dimissioni del sindaco Basile rappresentano l’ennesimo segnale di un sistema politico ripiegato su sé stesso, più attento alla propria sopravvivenza che al futuro della città.

“Il Partito Democratico si propone come forza baricentrica di una coalizione ampia e inclusiva, alternativa al deluchismo e al centrodestra, per costruire un programma di governo che metta al centro lavoro, sviluppo, cultura, sostenibilità e partecipazione. L’obiettivo è avviare una stagione nuova, capace di rigenerare Messina e restituirle una prospettiva nel cuore del Mediterraneo”, conclude Hyerace.

Il documento del Partito Democratico.

Alla Città Metropolitana di Messina serve un’Amministrazione Comunale capace di mettere in campo una visione ed una prospettiva capace di costruire sviluppo sostenibili e giustizia sociale. Messina rimane fanalino di coda di tutte le classifiche che riguardano la crescita economica, la qualità della vita, l’equità sociale e generazionale. È una città che non ha scelto il suo modello di sviluppo socio-economico dalla quale migliaia di persone, soprattutto giovani, scappano senza farvi più ritorno. È una città con 50 chilomentri di costa ma non ha un rapporto con il mare, è sede di una università prestigiosa, con una forte dimensione internazionale, ma non è una città universitaria, ha un porto con evidenti potenzialità commerciali e turistiche, ma non punta sulla portualità e sulla cantieristica, possiede importanti giacimenti culturali, nel patrimonio museale, e monumentale ma non sceglie la cultura come leva dello sviluppo, è caratterizzata da oltre quaranta borghi ma non sfrutta in nessun modo questa policentricità. Sotto l’ombra di un ponte che non c’è, Messina non ha scelto il suo posto e la sua funzione strategia nell’area dello Stretto, nel cuore del Mediterraneo. La sfida del Partito Democratico, insieme con le forze politiche, sociali e civiche del campo progressista, è quella di offrire una visione di futuro, un progetto che indichi chiaramente una prospettiva ed un percorso. Serve un programma di governo, che vada ben oltre l’ordinaria amministrazione o la gestione dei servizi pubblici essenziali. Il gruppo dirigente del PD di Messina, insieme ad iscritte, iscritti, e militanti, deve misurarsi sulla capacità di costruire un’aggregazione non solo elettorale ma capace di condividere, insieme alle forze sindacali, datoriali, il Terzo Settore, il mondo produttivo e quello della cultura, politiche pubbliche orientate al superamento di un declino inesorabile a cui anche le Amministrazione De Luca e Basile non hanno saputo porre rimedio. Il populismo deluchiano ha amministrato la Città Metropolitana di Messina, incapace di mettere a sistema il momento straordinario legato alle risorse del PNRR, di cui rimarranno alcuni parcheggi pressoché inutili, mettendo invece in piedi una rete di relazioni forti e strutturate, attraverso incarichi professionali, affidamenti diretti, assunzioni nelle partecipate, tirocini bimestrali, in una logica dal sapore fortemente clientelare e al contempo assistenziale. La città sta morendo, l’economia è ferma, i dati sulle povertà crescono, crescono i numeri ragazzi e ragazze che non studiano e non lavorano. Su questo si misura il buon governo di una comunità. Su questo le Amministrazioni De Luca e Basile non hanno fatto fare passi in avanti alla comunità messinese. In questo scenario le dimissioni di Federico Basile sono la conferma di un sistema di potere funzionale al proprio automantenimento anche nella prospettiva delle Elezioni Regionali dell’anno prossimo. Al centro di questo sistema ovviamente non c’è il superiore interesse della comunità messinese ma il destino di Cateno De Luca e dei suoi sodali. Il Partito Democratico intende volare alto, interpretando la funzione che è assegnata dall’attuale fase politica: essere l’infrastruttura baricentrica intorno a cui si costruisce una coalizione aperta e inclusiva che metta in campo un progetto distinto e distante dal deluchismo e dal centrodestra. Il Partito Democratico chiama a raccolta tutte le soggettività politiche e civiche che non solo si riconoscono nel cosiddetto Campo Largo, che ha saputo conquistare regioni e città alle ultime scadenze elettorali, ma anche tutte le donne e gli uomini, le ragazze ed i ragazzi che insieme sono stati impegnati ieri nel referendum sul Lavoro e oggi su quello sulla Giustizia, nel movimento per la Pace e contro il genocidio di Gaza e la condizione del popolo Palestinese, nelle mobilitazioni contro la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina e per uno sviluppo sostenibile del Mezzogiorno.
Insieme dobbiamo definire una proposta politica capace di rispondere ai bisogni di lavoratrici e lavoratori delle aziende private e degli enti pubblici, disoccupate e disoccupati, piccole imprese artigianali ed aziende innovative nel campo delle produzioni materiali ed immateriali, mondo della cultura, della scuola dell’università e della ricerca scientifica, soggetti della cooperazione e del lavoro sociale ed educativo, ragazze e ragazzi studenti ed universitari, per costruire una risposta alla crisi sociale ed economica della città in una dimensione fortemente inclusiva e rigenerativa del tessuto urbano.
Messina ha un tessuto imprenditoriale fatto di micro, piccole e medie imprese che commerciano non solo con l'Italia ma anche con il mondo, che si sono scontrate con un’Amministrazione Comunale che non risponde o che spende senza una visione di crescita e ed una proposta politica lungimirante, le tante risorse che dal 2014 sono piovute sulla città. Serve una città che sostenga concretamente chi produce, semplificando le procedure, creando infrastrutture efficienti, valorizzando porto, logistica, innovazione e turismo sostenibile. Allo stesso tempo, è necessario costruire politiche urbane che rendano la città più vivibile: servizi educativi accessibili, trasporti funzionanti, quartieri sicuri, spazi pubblici curati. Occorre sviluppare strumenti che creino opportunità per i giovani e sostegno al lavoro femminile. Solo una strategia che tenga insieme sviluppo economico e qualità della vita può rimettere in moto Messina e restituire fiducia a chi oggi investe, lavora e sceglie di restare. Il PD è pronto a fare la sua parte mettendo in campo le proprie idee, le proprie risorse, dispiegando uno straordinario sforzo di militanza e passione perchè Messina può risalire la china, può rialzarsi, a partire da una nuova stagione di partecipazione e condivisione in cui la politica si mette in ascolto e vuole ricostruire insieme ai pezzi migliori di questa città.