L’indagine su D’Alcontres: Annullata la misura a carico dell’ostetrica Alì
Il gip avrebbe dovuto effettuare l’interrogatorio preventivo prima di decidere sulla sua posizione, perché non sussistevano le “cause di esclusione”. Quindi l’ordinanza è annullata. Hanno deciso così i giudici del tribunale del riesame per l’ostetrica Cristina Alì, coinvolta nell’inchiesta sul chirurgo Stagno d’Alcontres, che era stata sospesa per un anno dalla professione.
A suo carico la Procura ipotizza il reato di esercizio abusivo della professione, perché nel corso delle indagini è emerso che ha coadiuvato il chirurgo plastico come infermiera specializzata nel corso degli interventi effettuati nelle cliniche private, e non avrebbe potuto farlo in quanto ostetrica.
Prescindendo però dall’ipotesi di reato i giudici del Riesame hanno accolto sul piano procedurale quanto ha sostenuto il suo difensore, l’avvocato Salvatore Silvestro, che aveva proposto appello sulla misura interdittiva della sospensione per un anno dalla professione, ed aveva eccepito la nullità proprio per omesso interrogatorio preventivo, contestando oltretutto sia il giudizio di gravità indiziaria sia quello di «pregnanza cautelare».
Il Riesame ha accolto la sua tesi. I giudici scrivono infatti che nel provvedimento cautelare interdittivo deciso per la Alì «... non vengono esplicitate le ragioni che hanno indotto il Gip a ravvisare anche in capo all’odierna appellante il pericolo di inquinamento probatorio. Del resto, l’esame del compendio investigativo non consente di ritenere che la Alì, in assenza della misura in atto applicata, possa compromettere la genuinità o l’acquisizione della prova o ostacolare lo svolgimento delle indagini e l’accertamento dei fatti, non essendovi alcun elemento che induca a ritenere ravvisabile in relazione alla stessa l’esigenza cautelare in questione. D’altra parte - concludono i giudici -, non può neppure ritenersi che l’omesso espletamento dell’interrogatorio preventivo si giustifichi alla luce del pericolo di inquinamento probatorio ravvisato in capo al coindagato Stagno d’Alcontres».