21 Febbraio 2026 Giudiziaria

L’INDAGINE SU STAGNO D’ALCONTRES, LA PROCURA SCEGLIE IL RITO IMMEDIATO

La Procura di Messina diretta da Antonio D’Amato ha chiesto il giudizio immediato a carico del medico 70enne Francesco Stagno d’Alcontres, ex primario della Chirurgia plastica del Policlinico di Messina ed ex parlamentare, arrestato il 5 dicembre scorso con le accuse di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa.

Secondo la Procura avrebbe preteso contributi di diverse decine di migliaia di euro - in tutto circa 700mila euro -, da alcune case farmaceutiche e imprese di prodotti medicali per l’organizzazione di un congresso medico, in cambio del suo “sta bene” per assicurare le forniture nel suo reparto alle stesse ditte.

La richiesta di giudizio immediato («La prova appare evidente». E ancora «la persona sottoposta alle indagini è stata interrogata sui fatti dai quali emerge l’evidenza della prova») per accelerare i tempi processuali di trattazione della vicenda è stata siglata dalla pm Giorgia Spiri e controfirmata dal capo dell’ufficio, il procuratore D’Amato. E il gip Salvatore Pugliese l’ha accolta, fissando l’inizio del processo davanti alla prima sezione penale del tribunale per il prossimo 21 aprile.

Con i tempi già definiti quindi scatta la fase dedicata alla scelte processuali dell’indagato, per esempio l’ipotesi di accedere al giudizio abbreviato, che verranno adesso vagliate dai suoi difensori, gli avvocati Nico D’Ascola e Salvatore Silvestro.

Stagno d’Alcontres si trova allo stato agli arresti domiciliari, decisi dal gip Salvatore Pugliese il 5 dicembre scorso e confermati dai giudici del tribunale del riesame il 22 dicembre («i domiciliari adeguati alla gravità dei fatti»).

Agli atti del fascicolo processuale ci sono già parecchi faldoni. A cominciare dalle informative depositate a conclusione delle indagini dai carabinieri della Sezione di Pg della Procura e dai finanzieri del Nucleo economico-finanziario. Poi i verbali di perquisizione e sequestro, i cd con le intercettazioni, i verbali d’interrogatorio del gip e la copia forense dei contenuti di telefonini e computer che sono stati sequestrati ed esaminati dai consulenti del pm. Nel decreto di fissazione del gip sono indicate anche le parti offese: il Policlinico “G. Martino” di Messina, Elena Toscano come rappresentante della Mentor Medical Italia srl; il rappresentante legale pro tempore della Johnson&Jhonson Medical spa, la New Solution Medicale srl.

Non bisogna dimenticare però che questa inchiesta, che vede allo stato 31 indagati, ha sostanzialmente due grandi macro-aree d’indagine. Il primo sull’attività al Policlinico e nelle cliniche private dove Stagno d’Alcontres operava i pazienti.

Per quanto riguarda il secondo filone d’inchiesta, che coinvolge numerosi medici interni ed esterni al Policlinico, i magistrati ipotizzano per l’ipotesi principale solo il reato di falso, sostanzialmente per l’attività extramoenia del chirurgo plastico. Sono cioè professionisti che lo hanno supportato dal punto di vista medico nelle decine e decine di interventi, monitorati durante le indagini, che Stagno d’Alcontres ha eseguito in vari centri privati tra Messina e Ortoliuzzo, Barcellona, Milazzo, Sant’Agata Militello e anche Roma.

Nelle scorse settimane la pm Giorgia Spiri ha effettuato una nuova serie di interrogatori per risentire la sanitaria che in pratica svolgeva il ruolo di segretaria del medico, Francesca Cascoschi, poi la caposala del reparto Francesca Melita, la dirigente medica del reparto Antonina Fazio, e anche l’ostetrica esterna Cristina Alì.