23 Febbraio 2026 Politica e Sindacato

”C’era una volta la Rai”, Floridia: comm. Vigilanza paralizzata, indagini su pista nera ignorate

La senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia, presentando il suo libro C'era una volta la Rai (edizioni Dedalo) a Palermo, ha denunciato con forza la paralisi della Commissione di Vigilanza Rai, gli attacchi ai giornalisti e il degrado dell'informazione di servizio pubblico, definendo l'attentato subito da Sigfrido Ranucci un “attentato alla democrazia e alla libera informazione”. “Tutta la Commissione Vigilanza Rai, che non si riunisce da tempo, ha deciso di riunirsi per esprimere solidarietà a Ranucci”: ma dopo l'audizione “immaginavamo che qualcosa accadesse”, ma così non è stato. Tutta la solidarietà si è dissolta nel giro di pochi giorni.

Ha poi aggiunto: “Non è successo assolutamente nulla, anzi dopo le querele sono continuate; ma sottratto nel servizio pubblico non c'è stata attenzione nei contenuti del lavoro di Sigfrido Ranucci” ma nel contratto di servizio c'è scritto “che il giornalismo di inchiesta va tutelato ma per tutta risposta sono state tagliate 4 puntate alla trasmissione di Report”. ‘Subito dopo l'accaduto - si legge nel libro - il giornalista Francesco Storace, uomo di idee non poi così lontane da quelle della Presidente del Consiglio, ha affermato che l'unica vera solidarietà accettabile nei confronti del conduttore di Report sarebbe il ritiro di tutte le querele che gli sono state scagliate contro per ostacolarne il lavoro. Significa che persino nella destra più a destra comincia ad aprirsi qualche crepa. Ma il fatto che nessuno abbia dato seguito all'appello di Storace descrive meglio di qualunque analisi sociologica e politologica il carattere e gli intenti di determinati personaggi, la loro ipocrisia, il loro tentativo di imporre con la forza un'egemonia che non sono in grado di esercitare col pensiero. L'unico ad aver ritirato una querela contro Ranucci è stato il nuovo presidente della Regione Campania, Roberto Fico. Ha annunciato, durante la prima seduta del nuovo Consiglio regionale, che avrebbe ritirato la querela sporta dal suo predecessore De Luca contro Report per il servizio sulle liste d'attesa della sanità campana’. “È un sistema malato - ha detto Floridia - un sistema che non fa quadrato nei confronti di un giornalista minacciato”: “hanno fatto di tutto per evitare che funzionasse la trasmissione di Report” che mantiene “comunque uno share altissimo”.

In breve l’attentato a Ranucci è stato un “attentato alla democrazia e alla libera informazione” e ha aggiunto che la commissione che dovrebbe vigilare “su tutto questo è ferma”, per via del blocco politico della maggioranza che fa mancare costantemente il numero legale. Una commissione bicamerale non può fare il suo lavoro perché “è bloccata e non può controllare. Ma noi paghiamo il canone. E dobbiamo assistere tutto a questo?”

L'attacco a Roberto Scarpinato e l'uso della Rai come pretesto

Floridia ha difeso con forza il senatore Roberto Scarpinato e il lavoro che “sta portando avanti in antimafia” ricordando che “noi abbiamo subito quella stortura pazzesca", cioè una legge, “per estromettere Scarpinato e Federico Cafiero de Raho dalla Commissione antimafia perché c’è, secondo la maggioranza, un conflitto di interessi tra due magistrati antimafia e la Commissione antimafia".
Un fatto, questo, denunciato anche nel libro: ‘Scarpinato è un grande pensatore, e soprattutto un pensatore libero, capace come pochi di unire i puntini, mettere in correlazione i vari eventi, denunciare la matrice politica delle stragi nere e di mafia, prendere posizione a favore dei più deboli, condannare la mostruosità giuridica e morale del Decreto sicurezza varato nel 2025 - che sarebbe meglio definire ‘Decreto repressione’ - e ricordare a questa destra da dove viene, di chi è figlia, quale sia il suo albero genealogico e dove possa condurci tutto questo. E riesce a dirlo con parole dure, ma degne di attenzione. Credo che soprattutto per questo motivo la maggioranza che sostiene Giorgia Meloni stia mettendo in campo nelle settimane in cui scrivo un tentativo vergognoso di estromettere sia lui sia Federico Cafiero de Raho dalla Commissione Antimafia. È un tentativo ignobile, che offende le vittime della mafia e tutti coloro che lottano contro la criminalità organizzata anche solo distinguendosi da essa con il proprio esempio di vita. Ma la cosa più grave è che il progetto di far fuori Roberto Scarpinato dalla Commissione Antimafia venga giustificato parlando di ‘conflitto di interessi’ attraverso l'utilizzo della Rai'. Nel libro, ha spiegato Florida, si ricorda anche “l’attacco che Roberto Scarpinato ha subito nella trasmissione di Giletti, non è stato intervistato, non gli è stata data la possibilità di rispondere" perché “chi lo ha intervistato ha assunto un atteggiamento aggressivo”: “Non gli ha permesso di parlare”: ‘II conduttore si è reso protagonista - scrive Barbara Floridia - di un'intervista che non ho affatto apprezzato nei toni e nei modi riservati a una persona che è a tutti gli effetti un eroe dell'antimafia’.

Revisionismo storico e censura nel servizio pubblico

Barbara Floridia ha denunciato tentativi di intervento sulla narrazione storica: la maggioranza di governo sta “lavorando per entrare nei sistemi scolastici e nelle linee guida per quanto riguarda la storia” e non solo: uno dei casi riguarda “la 'pista nera' sulle stragi di mafia” cosi come l'omicidio del presidente della regione siciliana Piersanti Mattarella del 6 gennaio 1980. È una “pista che deve restare aperta e che si deve continuare a indagare” e invece per il servizio pubblico sembra essere non importante. “È assurdo - ha aggiunto - che il servizio pubblico aveva già cominciato a parlare con i produttori di Magma (il film sull’omicidio Mattarella ndr) e poi invece non è stato mai mandato in onda!”».

La senatrice Dolores Bevilacqua ha ricordato la motivazione che è stata data a seguito di una sua interrogazione parlamentare: “non ritenevano adatto il film per il pubblico giovane a cui volevano rivolgersi".

Cosa resta quindi del servizio pubblico nell'epoca delle verità alternative?

La risposta ai lettori.