2 Marzo 2026 Politica e Sindacato

Il Centrosinistra va su Paolo Todaro ma il dibattito nel Pd resta rovente

Ieri sera il confronto all’interno della Direzione provinciale del Partito democratico. Oggi la possibile decisione finale da parte del tavolo regionale del Centrosinistra. Il nome del candidato alle Amministrative di Messina resta un rebus, anche se le probabilità che la scelta ricada su Paolo Todaro diventano sempre più alte. Il biologo sessantenne, sindacalista della Uil, famoso per le sue battaglie all’interno dell’Università (che hanno contribuito anche allo sviluppo dell’inchiesta riguardante l’ex rettore Salvatore Cuzzocrea), è l’uomo sul quale hanno puntato forte Alleanza Verdi-Sinistra, con il consenso di Controcorrente (il movimento di Ismaele La Vardera) e dei Cinque Stelle. Le maggiori resistenze vengono dal Pd.

Il partito di Elly Schlein, nonostante le dichiarazioni del segretario Armando Hyerace e gli appelli all’unità, appare frastornato e diviso, come spesso accaduto a Messina nel recente passato. La parte che ha sostenuto, e sta sostenendo con una petizione online, la candidatura di Alessandro Russo, difficilmente è disposta a “digerire” una decisione “calata dall’alto”. Il fatto che il Pd non abbia puntato subito su un nome, a differenza degli alleati, è la conferma delle difficoltà interne.

Della Direzione provinciale, eletta nel marzo 2025 e riunitasi ieri, fanno parte 38 componenti: Nicola Alpino, Giovanna Barbera, Maria Francesca Batolo, Marika Bisazza, Michele Bisignano, Tindara Cannetti, Andrea Celi, Onofrio Chillemi, Salvatore Chiofalo, Carmelo Costa, Rosario Cucinotta, Giacomo D’Arrigo, Anna Dirienzo, Melina Fasolo, Nella Foscolo, Tindaro Germanelli, Leonardo Giuffrè, Teodoro La Monica, Basilio Luscari Lembo, Graziella Longo, Calogerina Lutri, Donatella Molino, Francesco Natoli, Emanuele Paleologo, Valentina Pedano, Maria Perrone, Massimo Raneri, Maurizio Rella, Salvatore Albanese, Letizia Salvo, Gabriele Saporita, Domenico Siracusano, Ketty Tamà, Lucia Tarro Celi, Elvira Torre, Sergio Trimarchi, Giuseppe Vitarelli e Sofia Zaccone. Dibattito molto aperto, anche se uno dei componenti della Direzione, Domenico Siracusano, sottolinea come non ci sia «nessuna scelta calata dall'alto, la priorità del Pd, come hanno dimostrato Schlein e Bonaccini, è tenere unito il campo progressista e allargarlo. Com'è naturale faremo tutti i passaggi interni e siamo tutti animati dalla volontà di trovare la soluzione migliore per Messina. Dobbiamo essere consapevoli che le divisioni del recente passato sono un fatto che pesa nella discussione interna ma tutti dobbiamo dare una mano evitando sterili contrapposizioni. Siamo tutti base e siamo tutti apparato, il Partito democratico è uno e deve svolgere fino in fondo la sua funzione di tenuta del campo progressista che è una risorsa irrinunciabile. Prima delle ambizioni personali, legittime, prima della spinta delle tifoserie, c'è la necessità di tenere insieme le forze che si candidano in alternativa al Centrodestra e a Sud chiama Nord. Mettere in discussione l'unione del campo progressista non è un'opzione».