“Basile non ha studiato, ecco perché le nomine sono illegittime”, Scurria replica sugli amministratori delle partecipate
“Capisco il nervosismo di chi pensava di poter continuare ad occupare le partecipate manu militari e scopre che l’operazione di sostituzione dei cosiddetti vertici, dimissionati per partecipare alla campagna elettorale, è sbagliata e illegittima. Le giustificazioni postume sono risibili”. Così Marcello Scurria, candidato sindaco scelto dal centrodestra, risponde a Federico Basile dopo il botta e risposta sulle nomine degli amministratori unici delle società partecipate.
“Per 8 anni – specifica Scurria - le nomine sono state sempre precedute, come previste dal regolamento, dagli avvisi pubblici. Sempre. Questa volta e, solo questa volta, no. La giustificazione? Il regolamento è stato approvato dal Sindaco e non dal Consiglio comunale. Il candidato del partito monocratico mi suggerisce di studiare. Grazie per l’invito, Basile! Se avesse studiato lei, o chi le suggerisce le dichiarazioni, avrebbe imparato un principio fondamentale del nostro ordinamento".
“Un atto amministrativo anche se illegittimo e quindi annullabile (e non è questo il caso) - continua Scurria - rimane efficace e produce i suoi effetti finché non viene rimosso con un provvedimento di annullamento (in autotutela o giurisdizionale). Il regolamento è vigente. Addirittura, è richiamato nei provvedimenti, illegittimi, di nomina di tutti gli amministratori unici nuovi. Anche l’altra giustificazione postuma è risibile. Non c’è stato il tempo per pubblicare l’avviso e, quindi, le nomine sono state fatte in via d’urgenza o, meglio, in fretta e furia. Nei decreti di nomina il Sindaco dichiara che le dimissioni erano state presentate il 15 febbraio. Quindi, aveva a disposizione 12 giorni”.
“In ogni caso, come prevede il regolamento comunale, - aggiunge - non v’è traccia di alcuna motivazione nei provvedimenti. E questo, senza scomodare i principi di trasparenza e buona amministrazione, potrebbe bastare. Resta da aggiungere che i giudici amministrativi si sono già pronunciati sull’impossibilità del Sindaco di disattendere il Regolamento comunale”.
Scurria infine conclude: “Con provvedimento n. 989 del 2008, il Tar di Catania ha annullato la designazione e nomina di amministratori di partecipate comunali. Il provvedimento è agli atti del Comune di Messina. Il motivo? L’omessa pubblicazione dell’avviso pubblico propedeutico ad acquisire i curricula degli eventuali candidati. Aspettiamo il Commissario straordinario per chiedere il ripristino della legalità ora che rispondi Basile? Anzi, rispondi tu o iddu?”.