Violenta rivolta nel carcere di Barcellona, fermati tre detenuti
Negli ultimi giorni era stata una escalation di tensioni, disordini e aggressioni che aveva spinto i sindacati degli agenti penitenziari a sollecitare una ispezione nell’istituto penitenziario Madia. L’esplosione di violenza è arrivata prima, nella notte tra sabato e domenica scorsi.
Alcuni detenuti hanno infatti messo in atto una vera e propria rivolta, in gran parte ripresa dalle telecamere di sorveglianza. Tre i detenuti fermati. Si tratta di: Roberto Scrivo (44 anni, di Reggio Calabria), Angelo Raffaele Cavallaro (34, di Lamezia Terme) e Giordano Mendolia (25, di Barcellona).
Agenti aggrediti
I disordini sono esplosi lo scorso 28 febbraio in tarda serata nell’ottavo reparto al piano terra del penitenziario. Approfittando del fatto che uno di loro veniva trasferito in infermeria, i tre hanno forzato il cancello della cella per riversarsi nel corridoio dove hanno violentemente picchiato due sorveglianti, colpiti al cranio e al volto, e si sono avventati contro due infermieri. Quando gli agenti penitenziari hanno isolato il corridoio sono cominciati i danneggiamenti.
Corridoio a ferro e fuoco
I tre hanno afferrato i bastoni dal box agenti, indossato caschi e scudo e, dopo aver danneggiato le telecamere, si sono dati ai danneggiamenti: colpiti computer, oggetti di vari tipi. I detenuti hanno dato alle fiamme una sedia, rendendo l’aria irrespirabile, per poi allagare il corridoio con un estintore ed un idrante. Infine hanno tentato di sfondare la porta dell’ambulatorio: all’interno vi si era barricato l’infermiere.
La calma dopo la rivolta
Ci sono volute ore ai poliziotti per sedare la rivolta, culminata nell’arresto per rivolta dei tre, rinchiusi in celle separate. I malcapitati agenti aggrediti ne sono usciti con trauma cranico e cervicale non commotivo, spalle e mani lesionate, guariranno in cinque giorni. Ferite lievi anche per gli infermieri.
L’arresto
I tre detenuti sono invece comparsi davanti al giudice Giuseppe Caristia che ha convalidato l’arresto operato dagli agenti e applicato la misura cautelare al solo 25enne barcellonese. Sono accusati di rivolta, lesioni aggravate e danneggiamenti. Sono difesi dagli avvocati Giuseppe Bonavita, Alessandro Russo e Antonia Condemi.