6 Marzo 2026 Giudiziaria

L’omicidio di Ciurar a Barcellona: il pm chiede 30 anni per Bucolo

Era un ragazzino ventenne il romeno Petre Ciurar quando venne ucciso, la sera di domenica 5 dicembre del 2010 a Barcellona Pozzo di Gotto. E la sua morte allunga ancora l’elenco degli “omicidi punitivi” decisi a tavolino da Cosa nostra barcellonese negli ultimi trent’anni. Lo ammazzarono in una sgangherata baracca di vecchio compensato con una sventagliata di pallini e pallettoni che avrebbero potuto colpire anche i compagni di sventura che vivevano in zona e fare una strage. Quella sera c’erano con lui anche la giovanissima moglie e la figlia, che all’epoca aveva appena nove mesi. Per far tornare il suo cadavere in Romania fu necessaria una colletta tra i membri della comunità rom che in quel periodo aveva messo radici a Barcellona.

È un vero e proprio “cold case” riaperto di recente dalla Distrettuale antimafia di Messina e dai carabinieri del Ros con una lettura ben precisa: una punizione della “famiglia” nei confronti della comunità rom, ritenuta responsabile di diversi furti nella zona di Calderà. Le strade processuali dei due indagati iniziali dell’inchiesta, entrambi 35enni, i barcellonesi Domenico Bucolo e Santo Genovese, quest’ultimo residente da tempo in provincia di Reggio Emilia, si sono da tempo divise.

Genovese, che è assistito dall’avvocato Pinuccio Calabrò, ha scelto il rito ordinario, e il processo è in corso in corte d’assise a Messina. Bucolo, che è assistito dall’avvocato Filippo Barbera, ha chiesto invece il giudizio abbreviato, e ieri mattina si è celebrata l’ennesima tappa dell’udienza preliminare davanti alla gup Tiziana Leanza.

È stato il giorno dell’accusa perché il sostituto della Dda Piero Vinci, che si è occupato a lungo del caso insieme al collega Francesco Massara, ha formulato la sua richiesta di condanna: 30 anni di reclusione per Bucolo, accusato di omicidio; 30 anni e non l’ergastolo – ha precisato il pm – , proprio perché si è in regime di abbreviato, quindi in teoria con la “sconto” di un terzo della pena. Le altre due tappe dell’udienza sono già stabilite per gli interventi difensivi: il 23 marzo interverrà l’avvocato Giorgio Antoci, il 30 l’avvocato Filippo Barbera. Poi sarà sentenza.

All’udienza scorsa c’era stato anche un altro passaggio: l’avvocato Filippo Barbera a suo tempo aveva chiesto per Bucolo un giudizio abbreviato “condizionato”, per mettere agli atti una testimonianza che ritene fondamentale. Per provare cioé che uno dei pentiti che accusa il suo assistito, Marco Chiofalo detto “Balduccio” (da Balduccio Di Maggio, l’autista di Totò Riina, lui era l’autista di uno degli Ofria), coinvolto nell’operazione “Dinastia”, aveva dei forti motivi di risentimento proprio verso Bucolo. E il teste ascoltato in aula ha confermato di aver visto litigare anni fa Chiofalo e Bucolo.

Ciurar fu ucciso la sera di domenica del 5 dicembre 2010, in contrada Coccomelli, su un terreno di Rfi, a poca distanza dalla stazione di Barcellona, da due killer armati di un fucile calibro 12 caricato a pallini e pallettoni. Secondo la ricostruzione accusatoria il mandante fu Giovanni Perdichizzi, a sua volta ucciso nel 2013 nel rione di Sant’Antonino.