14 Marzo 2026 Giudiziaria

La mazzetta sottovoce: «Ventimila». I mal di pancia dell’imprenditore di Barcellona Aveni per Teresi: «Questo vuole sempre soldi»

Una richiesta fatta quasi sottovoce, negli uffici dell’assessorato regionale alle Infrastrutture. L’imprenditore Giovanni Aveni, oggi arrestato, è appena passato a salutare il dirigente Giancarlo Teresidopo avere concluso i lavori per la rimozione della posidonia dal porticciolo di Marinella di Selinunte e il suo trasporto al Polo tecnologico di Castelvetrano. La conversazione viene registrata dagli investigatori il 19 novembre del 2024. A un certo punto, parlando con un tono bassissimo, Teresi arriva subito al punto: «Io le volevo chiedere una cosa… ventimila». Aveni resta sorpreso e chiede conferma: «Venti?». Il dirigente allora spiega il senso della richiesta e rivendica il proprio ruolo nella gestione dell’appalto: «A questo tutte cose io ho fatto… la manifestazione, tutte le attività e ora le devo definire tutte io». Subito dopo insiste: «Lo aspetto quando? Lei me lo deve dire, sì perché… c’ho esigenze». Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, quelle «esigenze» sarebbero legate anche a debiti personali del funzionario, costretto a far fronte a spese per lavori eseguiti in una proprietà condominiale. Per la Procura quella richiesta rappresenta il saldo di una tangente già avviata nei mesi precedenti. Le intercettazioni mostrano infatti che una prima tranche di denaro era già stata consegnata.
Il 10 settembre 2024 Aveni, dopo avere incontrato Teresi, sale in macchina e si sfoga con l’amico Antonino Lo Presti. «Gli ho dato... nemmeno me lo ricordo se gli ho dato dieci o se gli ho dato quindici», dice riferendosi a Teresi. Poi aggiunge con tono irritato: «E ancora mi rompe il cazzo quello là sopra… il direttore dei lavori… vuole quindici… minchia pari chi semu a fera!!!». Lo Presti gli chiede: «Sempre di questo posto?». E Aveni conferma: «Di questo posto… di cui dieci glieli ho dati prima di Ferragosto».