14 Marzo 2026 Giudiziaria

L’indagine su Iacolino, Cuccì e Niutta saranno sentiti dai pm palermitani mercoledì prossimo, come “persone informate sui fatti”

Si è avvalso della facoltà di non rispondere ieri mattina l’ormai ex direttore generale del Policlinico di Messina Salvatore Iacolino, convocato per essere interrogato dalla Procura di Palermo diretta da Maurizio de Lucia. Che lo ha iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Giuseppe Di Peri e Arnaldo Faro, ha preferito non rispondere alle domande dei magistrati, il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino.

Iacolino, nominato alla guida dell’ospedale universitario messinese poco più di una settimana fa, è accusato di avere favorito le attività imprenditoriali del mafioso Carmelo Vetro, suo compaesano - entrambi sono originari di Favara - e di averlo introdotto a personaggi di rilievo della amministrazione regionale e della politica. Come la vicepresidente dell’antimafia regionale Bernadette Grasso, il capo della Protezione civile Salvatore Cocina e altri manager delle Asp siciliane.

In cambio Iacolino, che è stato in passato eurodeputato, avrebbe avuto finanziamenti per campagne elettorali e assunzioni di persone a lui vicine. Nella sua abitazione, durante una perquisizione, sono stati trovati circa 90.000 euro in contanti.

L’indagine nasce da attività investigative sul boss di Favara e ha portato alla scoperta di un sistema di mazzette pagate dal capomafia al dirigente regionale Giancarlo Teresi. Entrambi sono stati arrestati. Grazie ai suoi rapporti con il funzionario, Vetro avrebbe avuto appalti in commesse pubbliche relative allo smaltimento dei rifiuti, settore di cui si occupava la sua società An.Sa srl.; nonostante una condanna a nove anni per associazione mafiosa, passata in giudicato, gli avrebbe dovuto impedire di lavorare con la pubblica amministrazione.

È stata già sentita dai magistrati palermitani come “persona informata sui fatti” la vicepresidente dell’Antimafia regionale, Bernardette Grasso, la quale ha annunciato l’autospensione dalla carica e ha ammesso contatti con il boss di Favara Carmelo Vetro. La parlamentare di FI ha spiegato di non aver nutrito dubbi in quanto gliene aveva parlato lo stesso Iacolino, che aveva chiesto se avesse avuto persone da segnalare a Vetro per l’assunzione in una ditta di vigilanza. Vicenda poi finita nel nulla. Di Vetro avrebbe detto che non le era noto il profilo criminale, ma che semplicemente si era fidata della segnalazione del manager della sanità.

Sempre per quanto riguarda l’Asp di Messina, nel decreto di perquisizione dei magistrati palermitani a carico di Iacolino si fa riferimento al fatto che il manager sanitario avrebbe agevolato incontri e contatti con pubblici amministratori tra l’imprenditore barcellonese Giovanni Aveni, indagato anche nel troncone principale dell’inchiesta sui lavori marittimi nel Trapanese, presentatogli da Vetro, il direttore generale Giuseppe Cuccì e il direttore amministrativo Giancarlo Niutta, entrambi ai vertici dell’ente sanitario messinese. Cuccì e Niutta saranno sentiti dai pm palermitani mercoledì prossimo, come “persone informate sui fatti”.

L’imprenditore Aveni è indagato anche nell’ambito dell’altro troncone dell’inchiesta, quello relativo ai lavori di trasporto della Posidonia stoccata temporaneamente a Castelvetrano nel polo tecnologico di contrada Airone. Lavori affidati alla Aveni srl, nel 2024, in danno degli altri concorrenti e attraverso la figura di Vetro e i contatti con il funzionario Giancarlo Teresi, dirigente del servizio regionale Infrastrutture marittime e porti, e sul progettista Francesco Mangiapane, palermitano, in servizio nello stesso dipartimento Infrastrutture, entrambi indagati in concorso con Aveni. I lavori erano stati affidati ad un’altra ditta del messinese, la Cosmak di San Piero Patti, il cui ruolo è al vaglio degli inquirenti.

Sono indagati, allo stato a piede libero, anche Antonio Lombardo, cognato di Vetro e amministratore della società An.Sa. Ambiente, e il fratello di Vetro, Salvatore.

Aveni, Lombardo, Salvatore Vetro e Mangiapane saranno invece ascoltati dal gip Filippo Serio venerdì prossimo. E in questo caso si tratta dell’interrogatorio per decidere da parte del gip eventuali misure cautelari a loro carico.