La condanna di Siclari per bancarotta impropria annullata con rinvio
I giudici della quinta Sezione penale della Corte di Cassazione hanno annullato, ieri, la sentenza della Corte d’Appello di Messina del 29 gennaio 2025 impugnata dalla difesa dell’architetto, l’imprenditore nautico Pasquale Siclari, 65 anni di Messina, ex patron della fallita Aicon Spa. L’annullamento è stato deciso limitatamente alle presunte condotte di bancarotta impropria che sarebbero derivate dal reato societario di cui alla contestazione nel capo “B” dell’imputazione. Annullamento parziale con rinvio per un nuovo giudizio ad altra sezione penale della Corte di Appello di Messina.
Gli stessi giudici della Suprema Corte hanno invece rigettato le argomentazioni nel resto del ricorso che era stato presentato da Pasquale “Lino” Siclari. L’imputato in questa fase, infatti, è stato condannato alla rifusione delle spese di rappresentanza e di difesa sostenute nel presente giudizio dalle parti civili assistite dall’avvocata Angela Pino del Foro di Barcellona: che ha patrocinato la difesa delle maestranze Sebastiano Aliberti, Antonino Giunta, Emanuele Bucolo, Domenico Arcoraci, Carmelo Salvatore Mastroieni, ai quali sono stati liquidati 8.000 euro complessivi, oltre accessori di legge. Lo stesso imputato è stato condannato, inoltre, alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute nel presente giudizio dalle ulteriori parti civili Salvatore Genovese, Alessandro Podda, Santi Bonanno, Sebastiano Bucca, Sebastiano Genovese, assistite rispettivamente dagli avvocati Maria Pagano, Paolina Pirri, Alessandro Cattafi, Filippo Barbera ed Elena Moro, liquidate per ciascuna in 4.000 euro complessivi, oltre accessori di legge.
Nulla invece per le spese della parte civile del fallimento della società Aicon S.p.A., la cassaforte finanziaria del gruppo imprenditoriale nel settore della nautica da diporto che fu quotata sul mercato finanziario dalla Borsa di Milano. Nel processo d’appello tenutosi in Corte d’Appello a Messina, conclusosi con la sentenza del 29 gennaio 2025, in parziale riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Barcellona il 13 marzo 2023 – appellata da Pasquale Siclari, dal procuratore di Barcellona e dalla parte civile curatela fallimentare Aicon Spa – era stata ridetermina la pena in sei anni e sei mesi sei di reclusione, accogliendo anche l'appello della parte civile Aicon Spa e ciò limitatamente alla concessione di una provvisionale fissata nella misura di euro 220.000, oltre rivalutazione monetaria dal 22 dicembre 2010 ad oggi, dichiarando compensate le spese della presente fase tra le parti. oltre ad ammettere le parti civili.
Statuizioni queste che restano sub judice, in attesa del nuovo pronunciamento affidato dalla Cassazione ad altra Sezione della Corte d’Appello di Messina.