24 Marzo 2026 Politica e Sindacato

Ponte sullo Stretto, audizione al Senato della Repubblica del prof. Guido Signorino

L’Associazione “Invece del ponte–Cittadini per lo sviluppo sostenibile dell’area dello Stretto di Messina” è intervenuta con il suo presidente prof. Guido Signorino nel corso delle audizioni al Senato sulla conversione in legge del DL n. 32/2026, esprimendo forti criticità sull’articolo 1 del provvedimento relativo al progetto del ponte sullo Stretto.

Signorino ha ribadito che la norma nasce con l’obiettivo dichiarato di adeguarsi alle deliberazioni della Corte dei Conti, ma risulta nei fatti incoerente, superflua e contraddittoria. Da un lato, infatti, introduce disposizioni che rientrano già nelle competenze ordinarie del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, senza giustificare il ricorso a un decreto-legge. Dall’altro, presenta elementi ambigui, in particolare nella limitazione del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ai soli aspetti tecnici della relazione del progettista.

L’associazione ha evidenziato come tale interpretazione contrasti sia con le competenze di legge del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che con il precedente parere del 1997 e con le indicazioni della Corte dei Conti, che richiedono una valutazione completa, aggiornata e riferita all’intero progetto definitivo. Limitare il parere a singoli profili tecnici comprometterebbe la validità dell’intero iter.

Ulteriore elemento di criticità riguarda il mancato recepimento delle indicazioni della Corte circa la necessità di una nuova procedura concorrenziale, alla luce delle modifiche sostanziali intervenute nel tempo sul progetto e sulle condizioni contrattuali.

Per queste ragioni, Invece del ponte chiede al Parlamento di respingere la conversione dell’articolo 1 o, in subordine, di modificarlo profondamente, prevedendo una nuova gara europea e chiarendo l’obbligo di un parere completo sul progetto. Ogni differente determinazione costituirebbe un’ulteriore forzatura normativa destinata a non superare i vagli di legittimità della Corte dei Conti e/o del TAR e e della Corte di Giustizia Europea.