Ponte sullo Stretto, Salvini dal palco di Messina: “In Calabria e Sicilia lavori per 50 miliardi”
Il Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito politico e infrastrutturale tra Calabria e Sicilia. A rilanciare il progetto è stato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, intervenuto a Messina durante la manifestazione “L’ora del ponte”, organizzata a sostegno della realizzazione dell’opera.
Nel suo intervento, Salvini ha difeso il progetto come tassello centrale per lo sviluppo del Mezzogiorno, respingendo una delle obiezioni storicamente più ricorrenti: quella secondo cui, prima del collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto, sarebbe stato necessario completare la rete stradale e ferroviaria.
Salvini: “Da 80 anni si dice prima le strade, ma non si fanno”
Il ministro ha attaccato apertamente questa impostazione, sostenendo che proprio i ritardi accumulati nel tempo dimostrerebbero la necessità di sbloccare contestualmente tutte le opere infrastrutturali.
“Sono 80 anni che dicono che prima del Ponte bisogna fare strade e ferrovie, e sono 80 anni che non si fanno né strade né ferrovie“, ha dichiarato Salvini dal palco di Messina.
Secondo il vicepremier, il governo starebbe già imprimendo un’accelerazione significativa agli investimenti nel Sud: “Tra Sicilia e Calabria ci sono in corso lavori pubblici per 50 miliardi di euro messi a disposizione da questo ministro e da questo governo“.
La manifestazione a Messina e la spinta sullo sviluppo del Sud
L’iniziativa si è svolta in piazza Unione Europea, a Messina, dove hanno preso parte oltre duemila persone, tra cui anche diversi sindaci delle due sponde dello Stretto.
La manifestazione è stata presentata come un appuntamento contro “la marginalità, il sottosviluppo infrastrutturale, la disoccupazione, lo spopolamento del territorio e la desertificazione produttiva di Sicilia e Calabria“, temi che da anni accompagnano il confronto sul destino economico e logistico dell’area dello Stretto.
Nel suo discorso, Salvini ha voluto caricare il progetto anche di un significato simbolico e sociale, presentandolo come una leva per invertire la tendenza all’emigrazione dal Sud.
“Il ponte è un segnale di speranza”
Secondo il ministro, il Ponte sullo Stretto rappresenterebbe non solo un’infrastruttura strategica, ma anche un segnale di prospettiva per le nuove generazioni e per il tessuto economico del Meridione. “Il ponte è un segnale di speranza per gli italiani“, ha detto Salvini, sostenendo che l’opera potrebbe favorire una forma di “reimmigrazione positiva” in Sicilia e nel Sud.
Nel corso dell’intervento, il vicepremier ha inoltre collegato la realizzazione dell’infrastruttura anche alla necessità di contrastare criminalità e marginalità economica nei territori interessati. “A chi usa la criminalità organizzata per bloccare l’opera io dico che sarà la più grande operazione contro mafia e ’ndrangheta, che prosperano dove non c’è lavoro”, ha affermato.
Ciucci: “Lavori propedeutici entro l’ultimo trimestre dell’anno”
Sul fronte operativo, a fornire un’indicazione concreta sui tempi è stato l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci.
Dal palco di Messina, Ciucci ha annunciato che “entro l’ultimo trimestre dell’anno inizieranno i lavori propedeutici al Ponte sullo Stretto“, indicando così un primo passaggio verso l’apertura effettiva del cantiere.
L’obiettivo dichiarato dalla società resta quello di portare a compimento l’opera in un arco temporale di circa otto anni. “Il nostro obiettivo è completare l’opera, e lo faremo: ci vorranno otto anni. Vi diamo l’appuntamento per l’apertura al traffico”, ha dichiarato.
Il sostegno di Enzo Bianco: “Opera indispensabile per lo sviluppo”
Alla manifestazione è intervenuto anche Enzo Bianco, leader dei Liberal Pd, che ha ribadito la sua storica posizione favorevole alla realizzazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. “Sono sempre stato a favore del ponte sullo Stretto e non cambio idea perché a qualcun altro gli gira per la testa, senza motivo, di dire che è un’opera indispensabile per lo sviluppo, non va realizzata”, ha detto dal palco.
Le sue parole confermano come il progetto continui a raccogliere sostegni trasversali, pur restando uno dei dossier più divisivi della politica infrastrutturale italiana.