Forza d’Agrò, inchiesta sulle “residenze fantasma”: sospesi il sindaco Miliadò e due consiglieri
Il borgo di Forza d'Agrò scosso dal rumore di un'inchiesta giudiziaria che ha decapitato i vertici del Comune. Con un provvedimento d'urgenza firmato oggi dalla prefetta di Messina Cosima Di Stani, è stata dichiarata la sospensione del sindaco Bruno Miliadò e di due membri del Consiglio comunale, Emanuele Giuseppe Di Cara e Joseph Bondi.
Il provvedimento arriva come atto dovuto, su basi d’indagine pesantissime. La Procura della Repubblica di Messina ha infatti scoperchiato un presunto sistema di "residenze facili": una serie di false attestazioni che, secondo gli inquirenti, sarebbero state architettate per alterare gli equilibri democratici del Comune.
Agli arresti domiciliari sono finiti il primo cittadino Bruno Miliadò – riconfermato appena due anni fa per il secondo mandato consecutivo – e il consigliere Di Cara. Per Joseph Bondi, invece, è scattato il divieto di dimora.
I reati ipotizzati sono associazione a delinquere (art. 416 c.p.) finalizzata al compimento di false attestazioni e falsi in atti pubblici. Al centro della tempesta, la presunta manipolazione delle iscrizioni anagrafiche, un meccanismo che avrebbe permesso di gonfiare o orientare il consenso elettorale attraverso "residenti" che tali erano solo sulla carta.
Con il sindaco e i consiglieri ufficialmente sospesi, l’atto è stato trasmesso al Comune per l'immediata esecuzione.