1 Aprile 2026 Sport Cultura Spettacolo

Sessant’anni fra palchi e tv: Pippo Pattavina si racconta a ‘Vite Spericolate’. “Il mestiere del comico è una sfida continua”

Di Tonino Cafeo -  Alla bella età di ottantotto anni calca le tavole del palcoscenico con l'energia di un ragazzo e la sua “valigia dell'attore” è sempre pronta ad accompagnarlo in tournée per i teatri di città grandi e piccole, con l'entusiasmo inesauribile di chi ama il proprio mestiere che aiuta a sopportare ogni fatica.

Parliamo di Pippo Pattavina, decano del teatro siciliano, in attività da più di sessant’anni con un repertorio che va dai classici come Molière o Pirandello al musical, al cabaret, passando per il varietà televisivo e lo spettacolo popolare in tutte le sue forme. Lo abbiamo incontrato sul palco del teatro Savio di Messina, in attesa dell’ennesima fortunata replica de Il Piacere dell’onestà, di Luigi Pirandello - per la regia di Guglielmo Ferro - e lui ci ha regalato pensieri, parole e ricordi, dando vita a una puntata, la numero 51 di "Vite Spericolate - storie speciali di persone normali" che non è retorico definire imperdibile.

Pattavina, classe 1938, è nato a Lentini e ha coltivato fin da ragazzo uno spiccato talento per il mestiere dell’attore. Più giovane di qualche anno delle altre due colonne dello spettacolo leggero siciliano, Tuccio Musumeci e Pippo Baudo, ha formato con essi un fortunato sodalizio mettendosi alla prova negli anni degli studi universitari come intrattenitore, cantante e cabarettista. Nel frattempo l’incontro con Turi Ferro e il Teatro Stabile di Catania gli apriva le porte del musical e della prosa. Con 'L’isola dei pupi', scritto da Turi Ferro, Pippo Pattavina arriva al successo di pubblico, consolidato lavorando accanto a Giorgio Albertazzi in un 'Riccardo terzo' di Shakespeare, nel vasto repertorio pirandelliano, in commedie musicali come 'Pipino il breve', di Tony Cucchiara, portato in scena con l’amico di sempre Tuccio Musumeci e ancora oggi replicato con immutato successo.

La consacrazione per Pippo Pattavina arriva però a metà degli anni settanta, quando esplode il fenomeno delle televisioni locali e regionali. Ad Antenna Sicilia si rimette alla prova come comico, barzellettiere e conduttore di trasmissioni memorabili fra cui 'Questo piccolo grande amore'; 'La fiera del Venerdì', in coppia con Mariella Lo Giudice; 'Il Festival della canzone siciliana', di cui conduce diverse edizioni; 'Insieme', il talk show di Salvo La Rosa, di cui è stato ospite ricorrente.

Il centro della vita artistica di Pippo Pattavina rimane comunque il teatro. Con Tuccio Musumeci porta in scena lo spettacolo 'Il comico e la spalla', scritto e diretto appositamente per loro da Vincenzo Cerami, con le musiche di Nicola Piovani. Nel 2011 invece è Arpagone nell’Avaro di Molière, per la regia di Angelo Tosto, mentre è protagonista di diverse edizioni de 'Il Piacere dell’onestà': nel 2016, per la regia di Antonio Calenda, e oggi diretto da Guglielmo Ferro.

Pippo Pattavina nella vita privata si definisce “un pantofolaio”. Un signore dalla vita tranquilla. le cui giornate passano fra amici - pochi e quasi tutti estranei al mondo dello spettacolo - famiglia e partite di calcio alla tv. Quando sale sul palcoscenico, però, la serietà e la disciplina dell’attore prevalgono su tutto il resto. “Far ridere è una sfida continua” dice sornione. “Il pubblico di una commedia ti aspetta al varco e se non gli dai quello che si aspetta eccolo lì che ti dice: adesso sono ca…i tuoi!”

Tutto il resto, e altro ancora, nella nostra intervista.

Buona visione.