Fondachelli Fantina, condannato e sospeso il sindaco Pettinato
Nella mattinata di ieri la prefetta di Messina ha disposto la sospensione dalla carica del sindaco di Fondachelli Fantina, il medico Francesco Pettinato, in applicazione del decreto legislativo 235 del 2012, la cosiddetta legge Severino, a seguito della condanna pronunciata dalla Corte d’Appello di Messina per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Che prevede la sospensione automatica dagli incarichi elettivi per gli amministratori locali condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati di particolare gravità. Tra questi rientrano anche i delitti aggravati dalla finalità mafiosa.
Pettinato, già dirigente del servizio di Medicina del lavoro dell’Asp di Messina e oggi medico convenzionato con il Servizio sanitario regionale per la medicina generale, era già stato sospeso dalla carica per 18 mesi, dal 13 settembre 2023 al 17 marzo 2025, in seguito alla precedente condanna di primo grado per gli stessi fatti.
A dichiararlo colpevole, al termine del processo di primo grado, erano stati i giudici del Tribunale di Barcellona. In primo grado era stato condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione. Pena che la scorsa settimana la Corte d’Appello di Messina ha ridotto a 6 anni e 8 mesi, escludendo l’aggravante dell’avere agito con più persone riunite. L’inchiesta trae origine dalle indagini della Direzione investigativa antimafia di Catania e Messina, sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e sulla base dei verbali di interrogatorio confluiti in una dettagliata informativa.
Gli accertamenti riportano alla campagna elettorale del 5 novembre 2017 per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana, in un contesto in cui era maturata anche la candidatura di uno dei figli del professionista in una lista di ispirazione autonomista. Secondo la ricostruzione accusatoria, Pettinato, in concorso con persone non identificate, avrebbe consegnato a Francesco Salmeri, di Milazzo, la somma di 2 mila euro affinché la utilizzasse per remunerare un numero imprecisato di elettori residenti nella città del Capo in cambio del voto.
La consegna del denaro, sempre secondo l’accusa, sarebbe avvenuta in un luogo non individuato e in un periodo immediatamente precedente al voto. La contestazione di estorsione aggravata dal metodo mafioso sarebbe scaturita dopo il mancato riscontro elettorale. Salmeri, secondo quanto emerso negli atti, avrebbe infatti ammesso di non essere riuscito a convincere gli elettori contattati. Da qui, secondo l’impostazione della Procura antimafia di Messina, sarebbe nata la richiesta di restituzione del denaro. In particolare, secondo l’accusa, l’11 novembre 2017 Pettinato, in concorso con ignoti, avrebbe minacciato Salmeri di un pestaggio per costringerlo a restituire la somma versata, ritenuta non giustificata alla luce del mancato riscontro elettorale nel Comune di Milazzo. In questo quadro, sempre secondo l’imputazione, Salmeri sarebbe stato costretto a restituire mille euro tramite il padre, mentre la restante parte non sarebbe stata recuperata per mancanza di disponibilità economica. Il provvedimento prefettizio è stato trasmesso al Comune di Fondachelli Fantina ed è stato subito eseguito. Ora l’esecutivo dell’ente è presieduto dal neovicesindaco, nominato nei giorni precedenti, l’avvocato Angelo Puglisi.