L’addio a Nunziante Rosania, grande guida dell’Opg
Barcellona piange la perdita del dottor Nunziante Rosania, illustre medico psichiatria, originario di Eboli, straordinario protagonista di 30 anni di direzione, prima dell’ospedale psichiatrico giudiziario e poi alla guida della casa circondariale di Barcellona. A Rosania, si devono il progetto e la successiva attuazione avvenuta nel dicembre 2016, che ha reso possibile l’istituzione, nella nuova Casa circondariale barcellonese, della sezione relativa alla “Articolazione per la tutela della salute mentale in carcere”, nell’ambito del Servizio sanitario previsto nello stesso istituto penitenziario dalla Regione Sicilia. Una struttura, unica nel suo genere, che accoglie anche i detenuti con infermità psichica sopravvenuta nel corso della detenzione, i detenuti condannati a pena diminuita per vizio parziale di mente ed ancora i detenuti nei cui confronti sia stato disposto l’accertamento delle infermità psichiche.
Negli ultimi anni il dottor Rosania ha dato il suo autorevole sostegno alla battaglia civile portata avanti dalla città, anche davanti alla commissione Sanità dell’Ars, per la rinascita dell’ospedale Cutroni Zodda e per la riattivazione del Pronto soccorso. Il sindaco Pinuccio Calabrò ha espresso il cordoglio generale e ricordato la sua figura: «Ogg i– premette – Barcellona è colpita da una perdita che scava un vuoto profondo nel cuore della nostra comunità. Non perdiamo solo un illustre professionista, ma un uomo che ha fatto della dignità umana la sua missione di vita. Il suo nome – rimarca il primo cittadino – resta indissolubilmente legato a un passaggio epocale: la transizione dall’ospedale psichiatrico giudiziario alla casa circondariale. Un passaggio che Nunzio non ha gestito solo con rigore amministrativo, ma con una straordinaria sensibilità. Ha dato lustro alla nostra città, servendo lo Stato con una dedizione rara e un'integrità incrollabile». E ancora: «Era, nel senso più autentico, un uomo perbene. Garbato, colto, dotato di saggezza antica e un'onestà cristallina. Un galantuomo d'altri tempi che ha saputo navigare contesti difficili, mettendo sempre al centro il rispetto per la persona, oltre il reato o la malattia».