Elezioni, Federico Basile avvia la seconda fase
I capisaldi sono quelli del Green Deal europeo, la strategia dell’Ue che guarda al 2050 come punto d’approdo di un’Europa sostenibile. Le linee d’azione sono quattordici e rappresentano la continuità ideale tra quanto fatto finora e quanto Federico Basile, nel riproporsi alla città dopo le dimissioni di due mesi fa, intende fare da qui al 2031. Così il candidato sindaco di Sud chiama Nord passa dalla fase del racconto, che ha caratterizzato la lunga serie di conferenze stampa del martedì mattina (iniziata in tempi “quasi” non sospetti, a fine ottobre), a quella del programma, che impegnerà le prossime conferenze stampa. Almeno fino al primo “gong” del 29 aprile, il giorno della presentazione delle liste, con appuntamenti in rapida successione rispetto agli incontri con la società civile e il comitato tecnico-scientifico scelto dallo stesso Basile e dal leader Cateno De Luca, che invece si tengono ogni venerdì a Santa Maria Alemanna.
Ieri, in galleria Vittorio Emanuele, Basile ha fatto l’one man show, senza De Luca né altri ospiti, e ha passato in rassegna, seppur in pillole, i punti salienti di un programma apparso decisamente denso. Gli elementi chiave del Green Deal europeo (transizione ecologica, digitale, economica e sociale) sono un punto di partenza, per Basile: «Non siamo una città europea solo perché c’è un cartello all’ingresso degli svincoli o perché qui è nata l’Unione europea, ma perché si seguono linee d’azione dettate dall’Europa e tutto quello che mettiamo in campo, dal trasporto pubblico locale alle piste ciclabili, dai parcheggi alla Ztl, è una visione all’interno di un progetto più ampio. E la città per ottenere risorse economiche destinate allo sviluppo deve camminare lungo questi assi. Il primo passo non poteva che essere raggiungere la normalità, che prima non c’era».
Il programma si delinea poi tra Smart city («non solo l’I-Hub, un contenitore, ma deve essere riempito da contenuti arrivati in questi anni»), digitalizzazione dei servizi («compresa l’erogazione idrica»), innovazione («bisogna camminare di pari passo con istituzioni come Università e Cnr»), politiche giovanili («pensiamo al Fondo Futuro Messina, per investitori under 40, e alle Officine della creatività, nei due capannoni dell’ex Fiera») e culturali, il turismo che, però, «richiede almeno 5mila posti letto in più», e un sistema per lo sport accessibile («voucher per le famiglie e palestre scolastiche aperte»), il commercio che risponda «a nuove esigenze» (in programma un “Piano della notte” e affitti agevolati) e una Messina che guardi oltre il Ponte («ricordo a qualcuno che è stato De Luca il primo a parlare di legge speciale»).
«Tutto nasce dalla credibilità – è il messaggio di Basile –, non di chi fa annunci, ma di chi ha risanato davvero l’ente. La visione per Messina non è uno slogan, è la capacità di collocare ogni scelta dentro un disegno complessivo. È questo il nostro metodo: ascolto, visione e concretezza».