16 Aprile 2026 Sport Cultura Spettacolo

IL VIDEO – Al PalaRescifina lo spettacolo di Renato Zero tra musica e riflessioni

Al Palarescifina di Messina tre ore di canzoni, parole e immagini per L’OraZero, un viaggio artistico che diventa anche dichiarazione civile: pace, libertà, rispetto e diritti al centro di uno show che non si limita all’intrattenimento. E non manca una presa di posizione netta sul Ponte. Artista da sempre diretto, mai disposto a nascondere le proprie idee, Zero si è mostrato ancora una volta autentico, elegante e incisivo. L’OraZero, prodotto da Tattica, si è rivelato molto più di un concerto: una vera rappresentazione teatrale, arricchita da coreografie, visual immersivi e una band solida. A impreziosire la scena, anche gli interventi di Gabriele Lavia e Luca Ward, simbolicamente nei panni del Libero Pensiero e dell’Ignoto.

L’apertura con “No mamma no” ha subito dato il tono alla serata. Poi il saluto al pubblico siciliano, accompagnato da una battuta che è anche una posizione: la bellezza dell’isola, secondo Zero, sta anche nella sua distanza, da conquistare. Da qui il riferimento al Ponte, accolto con applausi: "Bella la Sicilia, soprattutto senza il Ponte. Perché l'isola bisogna guadagnarla, i signori si mettano in fila per il traghetto".

Non è mancato neppure un richiamo alla situazione internazionale, con parole dure contro chi decide le sorti del mondo con arroganza: "Stiamo attraversando un momento di grande violenza, siamo tutti alla mercé di questi cinque figli di puttana che hanno in pugno il destino dell'umanità".

Per quasi tre ore Renato Zero ha alternato momenti di leggerezza a passaggi di forte intensità emotiva. I suoi “sorcini”, presenti in massa, hanno accompagnato ogni istante di uno spettacolo che ha saputo fondere i brani più recenti con i successi storici, spesso racchiusi in medley brevi ma coinvolgenti. Tra i momenti più intensi, quello dedicato alle vittime di femminicidio. Durante “Libera”, sullo schermo sono apparsi i nomi delle donne uccise, fino a una parola secca, potente: “Basta”. Un momento dello show che ha colpito profondamente soprattutto il pubblico di Messina, città scossa e segnata negli ultimi anni da diversi casi di femminicidio, da Alessandra Musarra a Daniela Zinnanti, per non dimenticare Sara Campanella e Lorena Quaranta.

Di grande impatto anche “Una vita fa”, proposta con l’accompagnamento al pianoforte del maestro Alterisio Paoletti, in un’esecuzione raffinata e carica di emozione. Il finale è stato un dialogo affettuoso con il suo pubblico: un invito a vivere senza paura, a muoversi, conoscere, costruire relazioni. E ancora un pensiero alle donne, al loro ruolo fondamentale: un incoraggiamento a farsi sentire, a rivendicare la propria identità. La chiusura, toccante, è stata dedicata alla madre, figura centrale e origine di tutto. Al termine dello spettacolo l’artista ha sollevato le mani, mostrando il sette e il cinque: un segno essenziale, quasi intimo, per celebrare i suoi 75 anni. Un traguardo che sul palco si trasforma in vitalità, in carica espressiva, in occasione per lanciare messaggi chiari e condivisibili: vivere pienamente, difendere la libertà, aprirsi al mondo. L’OraZero torna in scena al PalaRescifina anche stasera, sabato e domenica confermando Messina come tappa di un vero e proprio rito collettivo: uno spettacolo che unisce memoria e presente, denuncia e poesia, in perfetto stile Renato Zero.