Bisogna “ridiscutere” sugli arresti domiciliari, che comunque allo stato rimangono in piedi. È questa la decisione della VI sezione penale della Cassazione, che ieri dopo una lunga udienza ha annullato con rinvio il provvedimento con cui i giudici del Riesame avevano confermato il provvedimento del gip a carico del medico 70enne Francesco Stagno d’Alcontres decisi in prima battuta dal gip. È l’ex primario della Chirurgia plastica del Policlinico di Messina ed ex parlamentare arrestato il 5 dicembre scorso con le accuse di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa.
Secondo la Procura avrebbe preteso contributi di diverse decine di migliaia di euro - in tutto circa 700mila euro -, da alcune case farmaceutiche e imprese di prodotti medicali per l’organizzazione di un congresso medico, in cambio del suo “sta bene” per assicurare le forniture nel suo reparto alle stesse ditte.
I giudici romani della Cassazione ieri hanno quindi accolto il ricorso dei suoi legali, gli avvocati Salvatore Silvestro e Nico D’Ascola, e hanno deciso quindi che sul tema cautelare si dovrà pronunciare un collegio diverso dal precedente (ecco la decisione molto ampia “con rinvio”, non si conoscono ovviamente ancora le motivazioni del provvedimento). Allo stato quindi la misura degli arresti domiciliari per il chirurgo a quanto pare permane, in attesa della nuova decisione.
Intanto proprio oggi, a distanza di 24 ore dal pronunciamento della Cassazione, si apre il procedimento con il giudizio immediato per accelerare i tempi processuali di trattazione della vicenda, che era stato richiesto nelle scorse settimane dalla Procura. La richiesta è stata siglata dalla pm Giorgia Spiri e controfirmata dal capo dell’ufficio, il procuratore Antonio D’Amato. E il gip Salvatore Pugliese l’ha accolta, fissando l’inizio del processo davanti alla prima sezione penale del tribunale per oggi.
Agli atti del fascicolo processuale ci sono già parecchi faldoni. A cominciare dalle informative depositate a conclusione delle indagini dai carabinieri della Sezione di Pg della Procura e dai finanzieri del Nucleo economico-finanziario. Poi i verbali di perquisizione e sequestro, i cd con le intercettazioni, i verbali d’interrogatorio del gip e la copia forense dei contenuti di telefonini e computer che sono stati sequestrati ed esaminati dai consulenti del pm. Nel decreto di fissazione del gip sono indicate anche le parti offese: il Policlinico “G. Martino” di Messina, Elena Toscano come rappresentante della Mentor Medical Italia srl; il rappresentante legale pro tempore della Johnson&Jhonson Medical spa, la New Solution Medicale srl.
Questa inchiesta vede allo stato 31 indagati, con due grandi macro-aree d’indagine. Il primo sull’attività al Policlinico e nelle cliniche private dove Stagno d’Alcontres operava i pazienti. Per quanto riguarda il secondo filone d’inchiesta, che coinvolge numerosi medici interni ed esterni al Policlinico, i magistrati ipotizzano per l’ipotesi principale solo il reato di falso, sostanzialmente per l’attività extramoenia del chirurgo plastico. Sono cioè professionisti che lo hanno supportato dal punto di vista medico nelle decine e decine di interventi, monitorati durante le indagini, che Stagno d’Alcontres ha eseguito in vari centri privati tra Messina e Ortoliuzzo, Barcellona, Milazzo, Sant’Agata Militello e anche Roma.
Nelle scorse settimane la pm Giorgia Spiri ha effettuato una nuova serie di interrogatori per risentire la sanitaria che in pratica svolgeva il ruolo di segretaria del medico, Francesca Cascoschi, poi la caposala del reparto Francesca Melita, la dirigente medica del reparto Antonina Fazio, e anche l’ostetrica esterna Cristina Alì.