22 Aprile 2026 Giudiziaria

MESSINA: SCOPERTI 27 LAVORATORI IN NERO E 31 LAVORATORI IRREGOLARI IN UN SERVIZIO SVOLTO IN COLLABORAZIONE CON I.N.P.S. ED ISPETTORATO DEL LAVORO

Nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sul presunto sistema di sfruttamento del lavoro legato alle attività della società Sikelia srl di Barcellona, proprietaria di una vasta stazione di servizio in via Sicilia, emergono nuovi e più ampi sviluppi investigativi. Il procedimento penale è tuttora in corso ed è coordinato dalla Procura di Barcellona, diretta dal procuratore Giuseppe Verzera. Le ulteriori indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Messina insieme alla Compagnia di Barcellona, hanno fatto emergere un quadro più complesso, sia sotto il profilo penale sia sotto quello amministrativo. Al centro restano i due datori di lavoro, Maurizio Sebastiano Marchetta e Salvatore Biondo, già imputati per lo sfruttamento di 9 lavoratori impiegati come addetti alle pompe di carburante.

L’approfondimento investigativo ha consentito di accertare che, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2024, oltre ai nove pompisti già individuati, sarebbero stati impiegati altri 27 lavoratori secondo l’accusa completamente in nero ed retribuiti in contanti e, a quanto pare, ulteriori 31 lavoratori e lavoratrici irregolari. Questi ultimi sarebbero stati utilizzati nelle attività collaterali della stazione di servizio, tra cui il bar e il motel annessi, oltre che nei servizi di lavaggio di auto e autotreni. I controlli, eseguiti dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza con il supporto degli ispettori dell’Inps e dell’Ispettorato del lavoro, avrebbero fatto emergere gravi irregolarità nella gestione del personale. In particolare, sarebbe stato riscontrato un continuo turnover dei lavoratori, con pagamenti in contanti per quelli in nero e, per gli irregolari, con frequenti dimissioni o licenziamenti.

Al termine degli accertamenti sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 570 mila euro. L’attività ispettiva è lo sviluppo dell’indagine avviata nell’ottobre 2025, che aveva già portato all’applicazione dei domiciliari, tuttora in essere, nei confronti dei due imprenditori, ritenuti responsabili del reato di sfruttamento dei lavoratori addetti alle colonnine di erogazione del carburante. Durante gli accertamenti sarebbero stati documentati numerosi episodi di presunto sfruttamento. Tra questi, figurerebbero l’applicazione di trattamenti retributivi difformi rispetto ai contratti collettivi nazionali e violazioni delle norme sull’orario di lavoro e sui periodi di riposo. In particolare, emergerebbe che ai dipendenti sarebbero stati imposti turni di 8 ore, a fronte però di un monte ore giornaliero indicato in busta paga pari a 6 ore e 40 minuti. Inoltre, non sarebbero state corrisposte, o solo in parte, le maggiorazioni per il lavoro straordinario, sia diurno che notturno, né le indennità per i giorni festivi e le mensilità aggiuntive di tredicesima e quattordicesima. In alcuni casi, i lavoratori sarebbero stati costretti a restituire in contanti parte delle somme percepite dopo l’accredito formale. Le ulteriori verifiche avrebbero confermato anche sul piano amministrativo quanto già emerso in sede penale. Maurizio Sebastiano Marchetta e Salvatore Biondo sono difesi dagli avvocati Ugo Colonna del foro di Torino e Antonino Aloisio del foro di Barcellona.

«L’attività eseguita – scrive la GdF – conferma l’importante sinergia istituzionale tra la Guardia di Finanza, l’Inps e l’Ispettorato del Lavoro in un settore delicato quale la tutela del lavoratore, testimoniando la grande attenzione ad ogni locale manifestazione di fenomeni di sfruttamento del lavoro e alle segnalazioni dei disagi lamentati dai cittadini, fondamentali per acquisire dati, notizie e informazioni da utilizzare per l’orientamento dell’attività di contrasto»