MESSINA: FONDO FUCILE, DETENEVA IN CASA 12 KG DI STUPEFACENTE. LA POLIZIA ARRESTA IL 40ENNE UMBERTO SURACI IN FLAGRANZA DI REATO”
Quello messo a segno dalla Polizia è uno dei recenti sequestri più ingenti di droga in città. In effetti, 12 chilogrammi complessivi di sostanze stupefacenti non sono pochi e potrebbero aprire agli occhi degli investigatori scenari nuovi nella geografia dello spaccio nella zona sud. Sotto i riflettori, adesso, c’è Fondo Fucile, anzi un residente del quartiere: Umberto Suraci, 40 anni, originario di Reggio Calabria. È stato arrestato e accompagnato nel carcere di Gazzi, perché colto nella flagranza del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Oggi, in programma l’udienza di convalida e l’interrogatorio davanti alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina Alessia Smedile. È assistito dall’avvocato Pietro Venuti.
L’indagato è stato trovato in possesso di 9,6 chilogrammi di hashish, 1,9 chilogrammi di marijuana, 146 grammi di eroina e altri 34 di cocaina. Tutta la “roba” era contenuta in un borsone, nascosto all’interno di un’abitazione di Fondo Fucile. Il blitz del personale della Squadra volante della Questura di Messina, compiuto con l’ausilio di unità cinofila della Questura di Catania, risale a lunedì scorso. Gli agenti hanno bussato alla porta del quarantenne al culmine di un’attività info-investigativa. Sospettando che potesse nascondere droga, hanno predisposto il servizio di controllo, sfociato poi nel maxi sequestro.
La polizia, che ha operato con il coordinamento della sostituta procuratrice Alice Parialò, ha messo sotto chiave anche una macchina per il confezionamento sottovuoto, due pellicole trasparenti, una busta argentata, alcune buste di cellophane. Gran parte dello stupefacente era inoltre suddiviso in 73 panetti. Il fatto che la Polizia abbia suonato al campanello di Suraci con al seguito i cani antidroga fa pensare che fosse tenuto da tempo sotto osservazione e che si attendesse solo il momento giusto per fare scattare la perquisizione domiciliare nell’immobile di Fondo Fucile. Gli inquirenti, adesso, cercheranno di risalire ai canali di rifornimento degli stupefacenti e anche all’eventuale rete di assuntori. I dodici chilogrammi di droga si trovavano in un borsone in tela di colore nero e al quarantenne viene addebitata anche l’aggravante «dell’ingente quantitativo dello stupefacente detenuto».
.