Un gruppo di detenuti ha messo a ferro e fuoco il reparto “Sole” del Di Lorenzo di Agrigento. Otto arresti, tra cui il messinese Davide Bonaccorso
Il giudice per le indagini preliminari Michele Dubini ha convalidato l’arresto degli otto detenuti protagonisti della violenta rivolta scoppiata giovedì, 30 aprile, nella casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento. La scintilla del disordine è scoccata nel reparto “Sole”, quando un provvedimento disciplinare notificato a un detenuto ha innescato una spirale di violenza incontrollata. I rivoltosi hanno aggredito un sostituto commissario e un altro agente, sottraendo loro le chiavi per aprire le altre celle e devastando il reparto con il danneggiamento di quadri elettrici, estintori e suppellettili.
I detenuti hanno utilizzato i carrelli per i pasti come arieti per tentare di sfondare il cancello del reparto e hanno eretto barricate con brande e frigoriferi per impedire l'ingresso degli agenti. Solo l'intervento della polizia penitenziaria in assetto antisommossa ha permesso di riportare la calma e isolare i responsabili dopo ore di panico e devastazione. Gli arrestati — Diego Fortezza, 45 anni, di Siracusa; Salvatore Condorelli, 38 anni, di Catania; Davide Bonaccorso, 26 anni di Messina; Sebastiano La Torre, 32 anni di Catania; Angelo Fernandez, 21 anni di Palermo; Giovanni Arno, 22 anni di Napoli; Kevin Dragotto, 21 anni di Palermo; e Giovanni Linares, 28 anni di Siracusa — restano ora a disposizione dell'autorità giudiziaria.
CHI E' IL MESSINESE ARRESTATO:
Davide Bonaccorso, a dicembre del 2019, era stato arrestato dai poliziotti delle volanti dopo aver razziato quasi 69.000 euro e sequestrato un dipendente dell’ufficio postale di Via Comunale Santo, costringendolo ad riaprire l’ufficio al termine della giornata lavorativa
Il successivo lavoro di indagine aveva confermato che Bonaccorso era altresì autore di un furto in appartamento perpetrato nella notte del 17 maggio 2019. La comparazione tra foto segnaletiche e immagini registrate durante il furto ne aveva confermato le responsabilità. L’uomo si era introdotto nella casa presa di mira forzandone una portafinestra e aveva razziato oggetti per un valore di circa 10.000 euro.