6 Maggio 2026 Giudiziaria

Processo Nemo Sud, il pm modifica l’imputazione: la contestazione su vantaggi alla Fondazione

Nuovo passaggio nel procedimento sul caso Nemo Sud, il centro per le malattie neuromuscolari che ha operato per anni all’interno del Policlinico universitario di Messina. Nell’udienza di oggi il pubblico ministero ha proceduto alla modifica del capo di imputazione, come già sollecitato nel corso della precedente sessione, determinando un aggiornamento dell’impianto accusatorio.

La difesa - rappresentata dagli avvocati Bonaventura Candido, Elena Montalbano e Federico Triulzi - ha quindi richiesto un termine a difesa per poter esaminare le integrazioni, istanza accolta dal giudice dell’udienza preliminare. Il procedimento è stato così rinviato, dal gup Salvatore Pugliese, all’8 luglio, data in cui le parti torneranno in aula per proseguire l’esame del nuovo assetto delle contestazioni.

Secondo quanto emerge, nella riformulazione dell’imputazione sarebbe stata inserita una specifica contestazione relativa al presunto interesse e vantaggio che la Fondazione avrebbe tratto dalla condotta contestata, tecnicismo che ridefinisce il quadro accusatorio rispetto alla formulazione precedente.

Nel corso dell’udienza è intervenuto anche Alberto Fontana, che ha reso dichiarazioni spontanee. La difesa ha prestato consenso alla sua audizione già in questa fase, tenendo conto delle condizioni fisiche dell’imputato ed evitando così un ulteriore accesso in aula. In una appassionata ricostruzione delle attività del Centro, Fontana ha raccontato tutti i passaggi e rivendicato la legittimità del suo operato.

Con l’ipotesi di corruzione in concorso sono soltanto due gli imputati rispetto al quadro iniziale: il presidente della Fondazione Aurora onlus Alberto Fontana e l’ex direttore del centro clinico, il prof. Giuseppe Vita, e come persona giuridica la stessa Fondazione Aurora. Parte civile è il Policlinico, rappresentato dallo studio del prof. Grasso, con l’avvocata Elisa Di Prima.

Il 4 febbraio scorso l’udienza era stata aperta e poi rinviata per consentire ai difensori di prendere atto di una modifica dell’imputazione comunicata in aula dal pm Piero Vinci.

Nel luglio scorso la procuratrice aggiunta Rosa Raffa e il pm Piero Vinci avevano chiesto il rinvio a giudizio solo di due degli indagati iniziali, chiedendo l’archiviazione per tutti gli altri: l’ex assessora regionale alla Salute Giovanna Volo, all’epoca ds dell’ospedale messinese, Giuseppe Laganga Senzio, ex da del Policlinico, Mario Giovanni Melazzini, ex presidente della Fondazione Aurora, Giuseppe Pecoraro, ex commissario straordinario del Policlinico, Paolina Reitano, ex ds del Policlinico, e Marco Restuccia, ex dg del Policlinico