15 Maggio 2026 Giudiziaria

Appalti, discariche e traffico di rifiuti. La Dia arresta i due fratelli Pellegrino. «Novantamila euro di lavori ho fatto in un anno…»

Oltre alla partecipazione a lavori pubblici utilizzando lo schermo dell’impresa di Cacopardo, dietro lo stesso sistema i fratelli si sarebbero occupati anche di lavori di esecuzione e scavo fornendo servizi di gestione di materiale di risulta a cittadini privati e imprese.

L’attività riguardava la fornitura di cassoni per la raccolta del materiale derivato dalle demolizioni e il trasporto in discarica e la platea dei clienti privati sarebbe stata vasta. Per farlo veniva impiegato l’autocarro “u camieddu” e per i trasporti più impegnativi “u quattro assi”.

Si tratta di lavori il minore entità che però contribuivano ad alimentare il loro giro d’affari. In questo tipo di lavori dunque sarebbero stati usati i due autocarri intestati alla ditta di Cacopardo ma anche altri mezzi, sempre di proprietà di questa ditta. Le intercettazioni rivelano anche che parte dei guadagni venivano intascati in contanti senza l’emissione di documenti fiscali.

Uno scenario che gli investigatori della Dia di Messina svelano anche attraverso una conversazione intercettata il 23 dicembre 2023 a bordo di un’auto tra i due fratelli mentre facevano una rendicontazione dei lavori fatti nel corso dell’anno nella quale veniva conteggiata sia la parte fatturata che quella “in nero”.

A lamentarsi era Domenico Pellegrino che diceva di aver guadagnato circa 90.000 euro per i lavori eseguiti da gennaio a dicembre 2023: «un viaggio e due viaggi, m... io ho fatto novanta mila euro di lavori ho fatto, novanta mila euro di lavori ho fatto... in un anno... parliamo l’anno 2023, da gennaio al trenta dicembre, vedi che non è niente novanta mila euro di lavori».

Al fratello Nicola che gli diceva che non era niente rispondeva che il “nero” era di più ed era aumentato negli ultimi due mesi. Proseguendo il conteggio e indicando i clienti che dovevano ancora pagare, facevano riferimento alla parte di guadagno senza l’emissione di fatture, giungendo alla conclusione che il guadagno complessivo sarebbe stato un po’ più alto, circa 100.000 euro.