19 Maggio 2026 Politica e Sindacato

Messina, multa alla Fiom per lo sciopero ai cantieri navali. Il sindacato: “Nessun disordine, protesta pacifica”

Un caso politico e sindacale destinato a far discutere. A poche ore dalla mobilitazione dei lavoratori dei cantieri navali dello Stretto, la Questura di Messina ha notificato un verbale di contestazione alla Fiom Cgil. L'accusa? Aver indetto lo sciopero davanti ai cancelli dell'azienda senza aver dato il preventivo avviso alle autorità di pubblica sicurezza.

La reazione del sindacato non si è fatta attendere. Con una nota congiunta firmata da Samuele Lodi (Segretario Nazionale Cantieristica Navale), Francesco Foti (Segretario Generale Fiom Sicilia) e Daniele David (Segretario Generale Fiom Messina), i vertici dei metalmeccanici esprimono forte sconcerto sia per la "sorprendente tempestività" del provvedimento, sia per il merito della contestazione.

La denuncia della Fiom: «Nessun disordine, sciopero pacifico»

Secondo la ricostruzione dei rappresentanti dei lavoratori, la protesta si è svolta nel pieno rispetto delle regole civili e senza alcuna tensione:

Partecipazione totale: L'adesione allo sciopero da parte dei lavoratori dei cantieri è stata del 100%.

Nessun blocco: Non si sono registrati disagi alla viabilità, cortei non autorizzati o manifestazioni esterne.

Presenza delle forze dell'ordine: La stessa Digos, presente sul posto fin dalle prime ore del mattino del 15 maggio, non ha rilevato alcuna anomalia né contestato le modalità della protesta durante il suo svolgimento.

«Stupisce la tempestività della notifica della Questura nonchè i contenuti stessi: non vorremmo fosse un tentativo di intimidire il sindacato e i lavoratori», attaccano i segretari sindacali. «Si è trattato di una legittima e spontanea iniziativa dei lavoratori contro il licenziamento di 13 compagni di lavoro».

Al centro della vertenza: 13 licenziamenti e il futuro del settore

Il braccio di ferro con la Questura rischia di oscurare il cuore della crisi industriale che sta colpendo lo stabilimento messinese. La mobilitazione della Fiom poggia su due precise rivendicazioni:

Il ritiro immediato dei 13 licenziamenti avviati dall'azienda.

Un piano di rilancio concreto, supportato da investimenti, risorse e dall'ingresso di nuovi attori della cantieristica navale di rilevanza internazionale che operano già in Sicilia.

Il settore navalmeccanico viene definito dai sindacati come "l'unico comparto industriale rimasto nell'area messinese come base certa di sviluppo e occupazione", un presidio da difendere di fronte a quelle che definiscono "tante chiacchiere" della politica locale e nazionale.

«Lo sciopero non è un problema di ordine pubblico»

La Fiom chiude il proprio comunicato con un richiamo fermo ai principi costituzionali, respingendo qualsiasi tentativo di burocratizzare o criminalizzare le tutele sindacali:

«Lo sciopero dei lavoratori non può mai essere considerato un problema di ordine pubblico né può essere criminalizzato: è un diritto costituzionale esercitato per difendere la dignità dei lavoratori, a partire da quelli licenziati, e la stessa prospettiva della cantieristica navale nel messinese».