IL MINISTRO FOTI A MESSINA CON MARCELLO SCURRIA SUL “LUOGO DEL DELITTO” DEL PROGETTO I-HUB. Carreri a Scurria: “Sull’I-Hub ancora mistificazioni”
“I margini per recuperare ormai sono veramente stretti perchè siamo in dirittura d’arrivo”. Lo ha dichiarato il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, in visita oggi a Messina. Il Ministro, che ha incontrato il candidato sindaco Marcello Scurria, la vicesindaca designata Matilde Siracusano e i rappresentanti della coalizione di centrodestra e delle liste civiche ha fatto il punto sull'utilizzo dei fondi Pnrr anche per quanto riguarda Messina. Il luogo scelto per l'incontro è stato quello inizialmente deciso per la realizzazione dell'I-Hub dello Stretto, dove ad oggi si sono effettuate sono demolizioni di vecchi immobili. Foti ha ha evidenziato le difficoltà nel monitoraggio dello stato di avanzamento dei progetti: “La rendicontazione delle spese non viene fatta ovunque allo stesso modo. Ci sono realtà che sembrano indietro e poi rendicontano all’ultimo momento. Bisognerà aspettare il 31 agosto per avere un quadro definitivo”. Guardando alla città dello Stretto, il ministro ha parlato di "quadri medio-bassi". "Il mio invito è comunque quello di accelerare. L'auspicio è che l'amministrazione futura decida di non lasciare sul territorio brutture, ma di sfruttare le occasioni".
Il candidato sindaco Marcello Scurria ha dichiarato: "Per quanto riguarda le occasione perdute abbiamo voluto portare il ministro sul luogo del delitto. Per il progetto I-Hub dello Stretto si sono perdute ingenti risorse, noi intendiamo recuperarle e realizzare la struttura nel luogo fronte mare, inizialmente previsto.
Le infrastrutture dell’innovazione - ricorda Scurria - non rappresentano soltanto interventi urbanistici, ma strumenti strategici di sviluppo economico e competitività territoriale. In questo contesto nasce il progetto del Mediterranean Innovation Hub di Messina: un progetto pensato per creare sul waterfront cittadino un ecosistema capace di connettere università, centri di ricerca, startup, imprese innovative e investitori internazionali, con l’obiettivo di trasformare Messina in un nodo mediterraneo dell’economia della conoscenza. Il modello si ispira alle esperienze internazionali che negli ultimi vent’anni hanno dimostrato come la concentrazione nello stesso spazio urbano di ricerca scientifica, capitale umano e investimenti privati generi occupazione qualificata, crescita economica e innovazione diffusa. La scelta del waterfront assume in questo quadro un valore strategico centrale. Il Mediterranean Innovation Hub può rappresentare quindi una grande occasione per riposizionare Messina all’interno delle reti dell’innovazione mediterranea ed europea, valorizzando il rapporto tra università, ricerca, tecnologia e sviluppo urbano come motore di crescita economica e sociale".
Carreri a Scurria: “Sull’I-Hub ancora mistificazioni”.
“Marcello Scurria continua a fare campagna elettorale raccontando ai cittadini una versione falsa dei fatti e sostenendo che sarebbero stati persi 71 milioni di euro per l’I Hub. La verità è un’altra: il progetto è ancora nella programmazione del Comune e nessuna risorsa è andata perduta. L’I Hub, progetto nato durante la sindacatura di Cateno De Luca insieme all’allora vicesindaco Carlotta Previti, prevedeva un polo dedicato a coworking, start up e innovazione in convenzione con l’Università di Messina. Nel corso degli approfondimenti tecnici e urbanistici, però, è emerso che l’impostazione originaria presentava criticità progettuali e costi sovradimensionati rispetto agli obiettivi reali dell’intervento. In questi anni abbiamo rivisto il progetto in modo concreto e sostenibile, correggendo errori di impostazione iniziale. Le risorse non sono andate perse: è stata ridefinita la programmazione sulla base di valutazioni tecniche, economiche e urbanistiche più aderenti alle esigenze della città.”, così in una nota il coordinatore cittadino Nino Carreri.
“Il progetto, inizialmente stimato in circa 71 milioni di euro attraverso fondi PON Metro, POC Metro e PON Plus 2014-2020, è stato rimodulato. I costi di demolizione sono passati da circa 14 milioni a 3,5 milioni di euro, generando importanti economie, mentre parte delle risorse è stata destinata a interventi di rigenerazione urbana. La realtà è che la struttura dell’I Hub ha un costo stimato di circa 25 milioni di euro. Altri 25 milioni erano stati immaginati per la terrazza e le opere accessorie. Oggi abbiamo scelto un’impostazione diversa, più equilibrata e coerente con la visione del Waterfront cittadino”.
“L’amministrazione ha quindi avviato il recupero della Real Dogana e definito un accordo con RFI per utilizzare aree dismesse dove collocare l’I Hub, evitando nuove volumetrie nell’area ex Silos e Casa del Portuale. Nel rispetto del Waterfront e del dialogo con i cittadini quell’area deve mantenere una vocazione pubblica, aperta e naturale, senza palazzoni, per consentire finalmente a Messina di tornare a dialogare con il proprio mare. Nessun euro è stato perso. È stata fatta invece una scelta amministrativa seria: correggere una programmazione iniziale non più sostenibile, ottimizzare le risorse disponibili e realizzare più interventi utili per la città e per i messinesi.”, conclude.