25 Maggio 2026 Politica e Sindacato

Messina sceglie ancora Basile: larga riconferma per il sindaco uscente (56%). Scurria intorno al 30%, Russo al 13,8%

Messina sceglie ancora Federico Basile. Le proiezioni, ormai consolidate, consegnano al sindaco uscente una netta affermazione che lo proietta verso la riconferma alla guida della città senza bisogno di ballottaggio. Un risultato ampio, costruito attorno alla continuità amministrativa e al progetto politico legato a Sud chiama Nord e a Cateno De Luca.

La seconda proiezione, con il 12% del campione analizzato, accredita Basile del 56,3%, in crescita rispetto alla prima rilevazione che lo attestava al 53,7%. Più distanti gli avversari: Marcello Scurria, candidato del centrodestra, si ferma al 28,2%, mentre Antonella Russo, sostenuta dal centrosinistra con M5s e Controcorrente, si attesta al 13,8%.

Un trend già emerso dagli exit poll Rai del consorzio Opinio Italia, che assegnavano a Basile una forbice compresa tra il 51% e il 55%, delineando fin da subito uno scenario favorevole al primo cittadino uscente.

Nel quartier generale del sindaco il clima è quello della festa. Basile ha accolto i primi dati tra applausi e abbracci, parlando di una vittoria che premia il lavoro svolto negli ultimi anni e il rapporto costruito con i cittadini. «Credo che la città abbia confermato appieno il lavoro svolto finora», ha dichiarato, sottolineando come il consenso ottenuto rappresenti «la reale misura delle cose buone fatte».

Il risultato segna anche una nuova affermazione politica per l’area guidata da Cateno De Luca, che ha definito quello di Messina «un risultato eclatante», parlando del «terzo mandato consecutivo» della loro esperienza amministrativa in città. Decisivo, secondo l’ex sindaco, il radicamento civico del progetto politico e la capacità di presentarsi agli elettori senza coalizioni tradizionali.

Alla chiusura dei seggi, alle 15, l’affluenza definitiva si è attestata al 61,93%, dato che conferma una partecipazione significativa in una tornata elettorale particolarmente seguita. Con lo scrutinio ancora in corso, Messina si prepara dunque ad affidare nuovamente la guida della città a Federico Basile.

Le reazioni

Antonio De Luca (M5S): "La campagna elettorale più brutta di sempre, anche gente che non sa nè leggere e né scrivere".

«Le sensazioni sono quelle di chi ha affrontato una campagna elettorale con la consapevolezza che chi aveva il controllo dei tempi abbia deciso con largo anticipo quando andare al voto, organizzandosi prima e distribuendo poi le carte, costringendo gli altri a correre in appena 30 giorni tra composizione delle liste e adempimenti amministrativi. Per questo motivo, vada come vada, non credo potesse andare diversamente: i miracoli non li fa nessuno. Sono altrettanto convinto che questa sia stata, per quanto io ricordi, la campagna elettorale più brutta e povera di contenuti che abbia vissuto dai tempi delle elezioni universitarie. Brutta perché caratterizzata più da polemiche che da proposte, senza veri comizi, con tanta gente che non dice nemmeno apertamente chi voterà, per paura, per vergogna o per timore di esporsi. Ho visto anche tanti candidati che durante il resto dell’anno non parlano mai di politica, nemmeno sui social, dove si limitano a trattare argomenti banali. Persone che chiedono il voto e che, a mio avviso, rappresentano il segno di un livello politico e civico molto basso, come non avevo mai visto in città. E questo non significa che chi ha meno istruzione non abbia diritto a candidarsi, ma che il livello generale del dibattito si sia abbassato drasticamente".

Antonio Barbera (Segretario cittadino di FI): "E' bello aver visto tornare alle urne tanti elettori, era triste vedere percentuali risicate, la crescita lascia ben sperare. Il 30% al Centrodestra è un dato in crescita rispetto al 27% di Maurizio Croce di 4 anni. Marcello è stato il cancidato migliore che si poteva scegliere. Certamente colpisce molto anche il dato del centrosinistra, che è abbastanza basso: intorno al 13-15%. Poi bisognerà vedere il dato complessivo della coalizione: non è una coalizione solida e compatta. Mentre sul risultato di Basile determinante è l'apporto delle 15 liste a sostegno. Ma il voto popolare va rispettato".

Francesco Gallo (ScN): "Non devo dare lezioni a nessuno, ma il centro sinistra deve tornare a dialogare". "I dati attuali sono numeri che confermano le aspettative e soprattutto trasmettono quell’entusiasmo che è giusto ci sia. Ci sono tanti militanti, candidati e sostenitori che hanno dato tutto quello che potevano per sostenere Federico, ed è giusto che in questo momento provino questa gioia: la gioia di essere dalla parte giusta, che in momenti come questi è l’unica cosa che conta. Confesso di aver scritto il mio risultato su un fogliettino. Però devo fare un’ulteriore confessione: ho seguito da vicino i sondaggi che SVG ha realizzato su Messina e quindi sarebbe ipocrita non dire che già da mercoledì sapevamo, con buona probabilità, quale sarebbe stato il risultato finale.

Gli errori si fanno sempre e servono a crescere. Mi fermerei qui: non mi sembra il giorno delle polemiche o degli esami di coscienza. Credo che molti più errori li abbiano fatti i nostri avversari del centrodestra, pensando che con una tattica aggressiva si potesse smontare un risultato che forse era già acquisito fin dalla partenza. Per quanto riguarda il centrosinistra, io in passato ho partecipato a un’esperienza vincente, cosa che non capita spesso: sono stato assessore nella giunta di Franco Antonio Genovese, circa vent'anni fa. Era una giunta in cui c’erano tutti i partiti del centrosinistra, fino a Rifondazione Comunista, passando per quello di Mastella. Questo per dare un’idea, a proposito di “campo largo”, di come le cose si possano fare quando c’è la volontà e il coraggio di farle.

Non posso dare lezioni a nessuno, però certamente bisogna trovare i giusti rappresentanti sotto il profilo della candidatura, senza nulla togliere alla dottoressa che ha svolto benissimo la sua parte. Bisogna creare entusiasmo, creare condivisione, non isolarsi troppo. Quando si vota per una carica monocratica, con un sistema che impone di lavorare insieme, fare gli schizzinosi non è mai consigliabile".

Alessandro Russo (PD): "Con un crollo dal 22 al 13% è chiaro che c'è un problema".
«Fin dall'inizio l'obiettivo era chiaro: cercare di portare il sindaco uscente al ballottaggio. Ovviamente, le due coalizioni in campagna elettorale hanno fatto tutto il possibile. C'è un dato, però, che deve preoccuparci come centrosinistra: non possiamo nascondere la polvere sotto il tappeto solo perché è conveniente farlo. I numeri ci vedono nettamente inferiori rispetto al 2022. In meno di quattro anni — per l'esattezza tre anni e sette mesi — abbiamo perso tra gli 8 e i 9 punti percentuali. Non possiamo fare finta che vada sempre tutto bene. Quando i dati saranno definitivi, avremo l'assoluta necessità di affrontare un tema politico profondo: un Partito Democratico che non riesce più a essere attrattivo

Carlotta Previti: "L'organizzazione della macchina elettorale di De Luca è la carta vincente, devo ammetterlo". Ma siamo di fromte a un quinqunnio senza fondi e con i debiti di bilancio aumetati. Il Centrodestra vigilerà. Il risultato ua coalizione che ha governato per 8 anni ma con risultati discutibili".

Comunicato fiume da parte del segretario provinciale del Pd Armando Hyerace: che la prende larghissima prima di arrivare al risultato di Messina.

“Il Partito Democratico è stato il perno del campo progressista, assumendosi fino in fondo la responsabilità politica di questa competizione, a partire dalla candidatura a sindaco. Per questo va innanzitutto ringraziata la nostra candidata sindaca, Antonella Russo, che ha scelto di affrontare una sfida difficile mettendosi a disposizione di un progetto politico e di una visione per la città con serietà, equilibrio e senso di responsabilità”

Un ringraziamento va anche a tutti i candidati e le candidate delle liste della coalizione, dentro e fuori il Partito Democratico. Hanno affrontato questa campagna elettorale con impegno autentico, credibilità e spirito di servizio, spesso in condizioni tutt’altro che semplici: dai candidati alle presidenze dei quartieri ad ogni singolo candidato a comune e circoscrizioni; disperdere questo patrimonio umano, civico e politico sarebbe un nonsense per chi ha a cuore la città e crede in un percorso politico serio. Questa tornata amministrativa consegna inoltre indicazioni politiche che sarebbe superficiale ignorare anche nel resto della provincia. Rivolgiamo i nostri complimenti ai neo sindaci di Mirto, Maurizio Zingales, e di Malfa, Giuseppe Siracusano, per l’affermazione ottenuta e per il lavoro costruito nei rispettivi territori. Un ringraziamento va anche a David Bongiovanniper la campagna elettorale condotta a Barcellona Pozzo di Gotto, così come a Michele Vacca e ai compagni di Milazzo, che hanno scelto di investire con serietà nella costruzione di un percorso politico guardando al futuro”, prosegue Hyerace.

“A Giardini Naxos il voto consegna alla città un nuovo sindaco, con la vittoria di Agatino Bosco su Salvo Puccio. E a Milazzo il risultato elettorale segna un altro elemento politico che merita attenzione. Due tra le candidature considerate più forti e più direttamente riconducibili alla leadership politica di Cateno De Luca escono sconfitte da questa tornata amministrativa. È un dato che racconta come anche nei territori inizi a emergere l’esigenza di una proposta politica meno fondata sulla personalizzazione permanente dello scontro e più sulla qualità amministrativa, sulla credibilità e sul radicamento reale nelle comunità.

Per questo, in totale franchezza, ritengo che con le forze progressiste, e certamente anche il Pd, oggi abbiamo il dovere di alzare il livello della maturazione politica e organizzativa. Senza scorciatoie, senza personalismi e senza ripetere errori che in questi anni hanno indebolito un’area che invece deve tornare a essere credibile, riconoscibile e strutturata. E questo lavoro deve iniziare subito, anche perché le prossime scadenze elettorali potrebbero essere meno lontane di quanto si pensi.

Dentro questa campagna elettorale lasciamo alla città anche un risultato politico concreto: la proposta di legge speciale per Messina depositata in Parlamento dal senatore Nicita. Un’occasione vera, che può consentire alla città di recuperare ritardi storici e costruire nei prossimi cinque anni un salto di qualità sul piano infrastrutturale, economico e sociale. Su questo auspichiamo la convergenza più ampia possibile, perché ci sono partite che dovrebbero andare oltre gli steccati politici.

Al sindaco dimissionario, rieletto, auguriamo buon lavoro! Ma soprattutto rivolgiamo un auspicio chiaro: che possa esercitare il proprio ruolo con maggiore autonomia rispetto alle dinamiche interne e agli equilibri del proprio movimento politico. In questi anni troppo spesso l’interesse della città è stato subordinato a logiche di appartenenza e di ambizioni personali. E questo voto anticipato ne è stato un esempio plastico. Messina ha bisogno di altro. Il Partito Democratico continuerà a svolgere il proprio ruolo con serietà e responsabilità, dentro le istituzioni e nella città forte anche e soprattutto di un percorso che insieme agli iscritti e ai civici che si sono accostati al nostro progetto abbiamo avviato e intendiamo proseguire”, conclude Hyerace.