Cantieri navali dello Stretto, sospesi fino a luglio i 13 licenziamenti annunciati ad aprile
Si apre uno spiraglio nella vertenza dei Cantieri Navali dello Stretto, società del gruppo Caronte & Tourist, dopo il congelamento fino al 31 luglio dei 13 licenziamenti annunciati a metà aprile e inizialmente previsti con decorrenza dal primo giugno.
È questo l’esito dell’incontro che si è svolto oggi tra i vertici aziendali, le organizzazioni sindacali e il presidente dell’Autorità portuale dello Stretto Francesco Rizzo. Nel frattempo, i lavoratori torneranno regolarmente in servizio già dalla prossima settimana mentre proseguirà il confronto tra le parti alla ricerca di una soluzione condivisa.
Soddisfazione è stata espressa dalla Fiom Cgil, che ha parlato di un primo risultato importante nella vertenza.
“In questo momento l’obiettivo resta il mantenimento dei posti di lavoro”, dichiarano Francesco Foti, segretario generale della Fiom Cgil Sicilia, Daniele David, segretario generale della Fiom Messina, Serafino Biondo, coordinatore regionale della cantieristica, e Francesco Verboso, Rsu dei Cantieri.
Il sindacato ha riconosciuto anche “il ruolo positivo di mediazione esercitato dal presidente Rizzo” durante il confronto tra azienda e rappresentanze dei lavoratori.
Per la Fiom, il congelamento dei licenziamenti rappresenta un segnale importante soprattutto per le famiglie coinvolte. “Tredici famiglie possono adesso tirare un sospiro di sollievo. È una vittoria alla quale adesso occorre dare seguito con soluzioni positive”, affermano i rappresentanti sindacali.
Dopo l’annuncio dei licenziamenti, che riguardavano in larga parte iscritti Fiom — nove lavoratori su tredici — era partita una mobilitazione culminata con uno sciopero e una manifestazione spontanea di solidarietà da parte degli altri dipendenti.
“Si trattava di licenziamenti ingiustificati e la solidarietà di tutti i lavoratori è stata totale”, sostengono ancora Foti, David, Biondo e Verboso, ribadendo come il comparto della cantieristica navale presenti prospettive di crescita incompatibili, a loro giudizio, con una riduzione dell’organico.
“Riteniamo che la cantieristica navale sia suscettibile di sviluppo, cosa che rende ancora più ingiustificati i licenziamenti”, concludono i sindacalisti.