3 Giugno 2026 Cronaca di Messina e Provincia

Convalidato il fermo per il 43enne che ha investito un commerciante al mercato Vascone

Il gip Salvatore Pugliese ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti del 43enne Erbino Mesiti. L’uomo è accusato di tentato omicidio aggravato per avere investito con il proprio furgone un commerciante di 62 anni al mercato Vascone lo scorso 30 maggio. Assistito dai suoi legali, l’avvocato Marcello Greco e la collega Rita Mondello, il 43enne ha risposto alle domande del giudice fornendo la sua versione dei fatti. Il magistrato ha deciso che rimanga in carcere dopo avere ravvisato una “lucida e persistente volontà omicidiaria”, evidenziando come l’indagato abbia reiterato più volte l’azione nonostante la presenza di numerosi passanti. A bordo del Fiat Doblò con la quale si è scagliato contro un altro uomo, c’era anche il figlio minore dell'uomo.

Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, la violenta aggressione sarebbe maturata al termine di una lite scoppiata all’interno dell’area del mercato di via Catania. La vittima avrebbe impedito all’indagato di transitare con il proprio veicolo tra le bancarelle, facendo nascere un diverbio degenerato poi nell’investimento. Gli agenti della Squadra Mobile hanno ricostruito la sequenza attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza, ai filmati acquisiti da social network e le testimonianze raccolte sul posto. Il 43enne avrebbe investito il commerciante all’ingresso del mercato, scaraventandolo violentemente sull’asfalto, per poi tentare altre due volte di travolgerlo mentre era già a terra ferito.

Le tre fasi dell’aggressione.

Nel provvedimento il gip ricostruisce le tre fasi dell’aggressione, i cui riscontri sono stati forniti dalle indagini della Squadra Mobile attraverso testimonianze e le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

Tutto è scaturito da una banale lite avvenuta intorno alle 14.30. Mesiti si era presentato davanti al cancello di ingresso del mercato alla guida di un furgone ma gli era stato negato l’ingresso. In preda all’ira il 43enne era salito sul furgone facendo una brusca manovra, dirigendosi verso il cancello e travolgendo il 62enne che si trovava lì davanti. A questo punto avrebbe fatto un’altra manovra azzardata e solo la presenza di un gruppo di persone che hanno fatto da scudo al ferito rimasto a terra lo avrebbe indotto a sterzare all’ultimo momento andando a finire contro un furgone parcheggiato e un cassonetto dei rifiuti. A questo punto Mesiti è sceso dal mezzo continuando ad inveire e facendo salire il figlio minore che era con lui. Per la terza volta avrebbe lanciato il furgone a velocità elevata contro le persone che erano davanti al cancello per soccorrere il ferito, e solo la loro presenza lo avrebbe indotto a sterzare bruscamente per evitarli prima di darsi alla fuga. Una sequenza violenta che è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza della zona e confermata dalle testimonianze dei presenti.

Le immagini non hanno lasciato dubbi agli investigatori della Squadra Mobile, fin dall’inizio sulle tracce di Mesiti che inizialmente era scappato. L’uomo si è fatto di nuovo vivo solo a notte fonda, presentandosi spontaneamente negli uffici della Polizia, quando ormai gli investigatori della “Sezione omicidi e rapine” della Squadra Mobile, diretta dal dirigente Salvatore Gulizia, gli avevano fatto intorno terra bruciata. È scattato il fermo per tentato omicidio aggravato che ieri il gip ha convalidato confermando la custodia in carcere.