4 Giugno 2026 Giudiziaria

OPERAZIONE THE FAMILY: Materiale sanitario adoperato a fini privati, la sentenza

Arriva a conclusione, con 7 condanne e 4 assoluzioni, il processo stralcio dell’operazione che svelò un traffico di droga a Fondo Fucile. In questo caso il processo era nei confronti di infermieri del Policlinico e operatori del 118 accusati di essersi appropriati di presidi sanitari e nei confronti di alcune persone che avrebbero usufruito di un certificato medico nel quale si attestava falsamente l’esecuzione, in realtà mai avvenuta secondo l’accusa, del tampone “negativo” per il Covid-19. Solo a due imputati, invece, erano contestati fatti di droga.

La sentenza è del tribunale (presidente Maria Eugenia Grimaldi). Sono stati condannati: Michael Soldino a 6 anni, Umberto Suraci a 2 anni e 4 mesi, Damiano Cosimo Spagnolo, Francesca Galli, Erika Spagnolo, Giuseppe Spagnolo ed Emanuele Milazzo a 2 anni ciascuno, pena sospesa e non menzione, riconosciute le attenuanti generiche.

Sono stati invece assolti con la formula perché il fatto non sussiste: Fabio Venuti e Antonino Andreacchio, Alessandro Coco e Giuseppe Greco. Nella difesa sono stati impegnati gli avvocati Giulia e Giovanni Mannuccia, Antonello Scordo, Pietro Venuti, Fabrizio Formica, Alessandro Billè, Salvatore Giannone e Giuseppe Germanà Bozza.

Le accuse erano diversificate: per Soldino e Suraci l’accusa contestava vicende di droga, mentre per Damiano Cosimo Spagnolo, Galli, Erika e Giuseppe Spagnolo e Milazzo l’accusa ha contestato la falsità materiale per aver usufruito di un certificato nel quale si attestava l’esecuzione, in realtà mai avvenuta, al test per il Covid e con esito negativo. Infine ai quattro assolti, operatori del 118 e infermieri dovevano rispondere di peculato perché, secondo l’accusa si sarebbero appropriati di presidi sanitari. Accusa che però non ha trovato nessun riscontro nel processo e per loro il tribunale ha disposto l’assoluzione con formula piena.

Le indagini, coordinate dalle sostitute procuratrici Antonella Fradà e Annamaria Arena e condotte dalla Squadra mobile sfociarono nel blitz della Polizia che portò all’arresto di 26 persone, una parte in carcere altri ai domiciliari. Alla fine gli indagati furono in tutto 32. All’udienza preliminare, celebrata dalla gup Arianna Raffa, il procedimento si è diviso in due tronconi. Per quanto riguarda i fatti di droga, la maggior parte degli imputati scelse il rito abbreviato mentre gli altri, che rispondevano di altri reati, proseguirono con l’ordinario.