9 Giugno 2026 Giudiziaria

Il magistrato, l’avvocato e l’imprenditore: l’indagine sul Ponte sullo Stretto, le intercettazioni

L’accusa è pesante: avrebbero voluto condizionare la Corte dei Conti che si doveva pronunciare sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.

La Procura di Roma, guidata da Francesco Lo Voi, ha messo sotto inchiesta il magistrato contabile Tommaso Miele, già presidente aggiunto della Corte dei Conti, in pensione dallo scorso febbraio, l’avvocato Giacomo Saccomanno, già consigliere di amministrazione della “Stretto di Messina Spa” ed ex commissario della Lega in Calabria, e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione “Accademia Calabria”.

Le accuse sono corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio. I tre si sarebbero accordati per ottenere un parere preliminare positivo sulla fattibilità dell’opera. Il magistrato avrebbe fornito aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla magistratura contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati e sullo sviluppo della Camera di consiglio in adunanza plenaria.

Quando arrivò la decisione sfavorevole, il 29 ottobre 2025, Miele si sarebbe impegnato a predisporre, nell’interesse dello “Stretto di Messina Spa”, una memoria sulla vicenda da consegnare ad un commercialista della società.

Tutto questo in cambio di cosa? Si parla di raccomandazioni, partecipazioni a eventi promossi da “Accademia Calabria” e “interventi per sostenere le aspirazioni professionali e lavorative del magistrato dopo il pensionamento, anche per il tramite del Rotary della Sicilia”.

“Vabbè ma io sono disponibile a darti una mano quindi sono a disposizione – diceva Saccomanno al magistrato – tanto è vero che quello che ti avevo detto… quello della Sicilia, ma è una stupidaggine…. quindi ecco perché è una cosa semplice ma è un modo per conoscere un mondo nuovo non so se tu la Sicilia la conosci bene o meno… un fine settimana, quando vuoi… mi devi solo mandare un tuo curriculum… così glielo passo al governatore della Sicilia (il riferimento è al Rotary) e… così a posto tutto…”.

In realtà Miele puntava molto più in alto: al Collegio Consultivo Tecnico relativo al contenzioso sul Ponte sullo Stretto di un valore da lui indicato in 16 miliardi di euro e alla presidenza dell’Antitrust.

Nel dicembre 2025 il magistrato raccontava ad un amico sindaco di un pese del Veronese: “… quando andrò in pensione ora l’anno nuovo, io dovrei fare il presidente di non so che ancora… però mi hanno chiesto la disponibilità… io ho sparato alto… c’ho l’imbarazzo della scelta e ti dico la verità… se gli arriva un bell’endorsment … certo che va bene”. Cò che gli serviva era una spinta politica.

Nell’ottobre 2025 i carabinieri del Ros registrano la telefonata di Virgiglio che ha bisogno di parlare urgentemente con Saccomanno. Deve dirgli qualcosa. Saccomanno quini contatta Pietro Ciucci, amministratore delegato della “Stretto di Messina spa”: “Tu ci sei più tardi? Ho una buona notizia da darti”. Quindi chiama Vincenzo Virgiglio, lo ringrazia per l’opera svolta e lo mette al corrente di avere visto e informato Ciucci, nonché di avere tentato invano di informare qualcuno al Ministero.

“La sequenza degli eventi – scrivono i pubblici ministeri – del 2 ottobre 2025 dimostra che Virgiglio è entrato in possesso di informazioni (aventi ad oggetto l’andamento del controllo in corso della Corte dei Conti) e le veicola a Saccomanno che, a sua volta, informa l’Ad di Stretto di Messina, Pietro Ciucci”.

Nella serata del 29 ottobre 2025 viene reso noto il comunicato stampa della delibera della sezione di controllo della Corte dei Conti con cui si ricusa il visto e la conseguente registrazione della delibera Cipess sul progetto del Ponte.

Saccomanno si trova a Roma per ultimare con Virgiglio la preparazione di un convegno sull’opera pubblica. In macchina si interrogano sulle ragioni dell’esito negativo del controllo, criticano la decisione dei magistrati rimandando ad un colloquio personale con Miele per acquisire le informazioni. Saccomanno: “Nooo… chissà che hanno fatto… solo Tommaso te lo potrà dire…”.