9 Giugno 2026 Politica e Sindacato

Ponte sullo Stretto, Conte e Pd all’attacco dopo l’inchiesta: «Il governo riferisca subito in Parlamento»

Le opposizioni tornano ad attaccare il governo sul Ponte sullo Stretto dopo l’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito del presunto interessamento di alcuni soggetti affinché la Corte dei conti approvasse il progetto definitivo dell’opera.

«L'inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto conferma che non solo il progetto era fallato, non solo c'è stata una forzatura addirittura contro la Corte dei conti, ma adesso si scopre anche l’ombra della corruzione su questo progetto». Lo ha dichiarato il presidente del M5s Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti fuori da Palazzo Montecitorio.

Secondo l’ex presidente del Consiglio, si tratta dell’«ennesimo fallimento del governo Meloni». Conte ha inoltre sostenuto che le risorse previste per l’opera dovrebbero essere destinate ad altri settori prioritari: «Recuperiamo subito quei 13 miliardi e mezzo: servono per le famiglie, per la sanità, per le imprese e per i nostri giovani. Questa è l’urgenza del Paese».

Sulla vicenda sono intervenuti anche i deputati calabresi del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico, Vittoria Baldino e Riccardo Tucci, secondo i quali l’ipotesi di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio delineata dalla Procura restituisce «un quadro desolante».

Pur sottolineando che non spetta alla politica accertare eventuali responsabilità giudiziarie, i parlamentari evidenziano come dall’inchiesta emerga che «per la realizzazione dell'opera c'è chi sarebbe stato disposto a passi falsi pur di vederla nascere».

Per gli esponenti pentastellati, un progetto che definiscono già bocciato da organismi europei, nazionali e dalla Corte dei conti dovrebbe essere fermato anziché proseguito. Nella nota si parla inoltre di un «balletto di nomine politiche» nella società concessionaria del Ponte e di uno «sperpero di denaro pubblico», già denunciato dal Movimento attraverso un’interrogazione parlamentare. Le risorse impegnate per l’opera, aggiungono, potrebbero essere utilizzate per sostenere cittadini e imprese contro il caro vita e l’aumento dei costi dell’energia.

Un chiarimento immediato in Parlamento è stato chiesto anche dal senatore del Pd Nicola Irto, segretario regionale del partito in Calabria e componente della Commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama.

«Il governo venga subito in Parlamento a dire la verità sul Ponte sullo Stretto», ha affermato il parlamentare, sottolineando che l’indagine della Procura di Roma rende «ancora più urgente un chiarimento pubblico e istituzionale». Pur richiamando il principio della presunzione di innocenza, Irto ritiene che l’esecutivo non possa restare in silenzio mentre emergono fatti che riguardano un’opera destinata a impegnare ingenti risorse pubbliche.

Il senatore dem ha inoltre ribadito le critiche già espresse nei mesi scorsi su presunte forzature procedurali e sulla gestione politica del progetto, sostenendo che Calabria e Sicilia continuano ad attendere interventi sulle infrastrutture esistenti, dall’Alta velocità ferroviaria alle strade, dai porti ai collegamenti ordinari.

Secondo Irto, le notizie emerse nelle ultime ore e il confronto interno alla maggioranza sulla governance della società Stretto di Messina impongono al governo di riferire alle Camere e chiarire ogni aspetto della vicenda. «La Calabria ha bisogno di trasparenza, legalità e investimenti utili, non di propaganda e irresponsabilità», ha concluso.