LE REAZIONI – Ponte sullo Stretto, De Luca: “Indagine svela presunte coperture politiche e promesse di incarichi”
“Le notizie che emergono dall’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto sono di una gravità assoluta e aprono interrogativi politici enormi. Una simile azione non può non avere avuto coperture o mandanti politici di primissimo livello”. Lo dichiara Antonio De Luca, capogruppo del MoVimento 5 Stelleall’Assemblea regionale siciliana, intervenendo sull’indagine per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio relativa alla società Stretto di Messina Spa.
“Dalle ricostruzioni pubblicate dagli organi di stampa emerge un quadro inquietante: si sarebbe tentato di influenzare magistrati contabilipromettendo incarichi di vertice in enti pubblici e società partecipate. Nessuno si sveglia la mattina e pensa di poter promettere la presidenza dell’Antitrust o incarichi di questo livello senza far pesare presunte coperture, relazioni o riferimenti politici alle proprie spalle”.
“Se domani un qualsiasi cittadino o professionista andasse da un magistrato promettendogli la guida dell’Antitrust, verrebbe preso per folle. Qui, invece, siamo davanti a un’inchiesta che ipotizza un sistema di relazioni e pressioni gravissimo, che merita piena luce e totale trasparenza.
È evidente che per mettere in campo un’operazione del genere – prosegue De Luca – bisogna far intendere di avere dietro qualcunoin grado davvero di mantenere quelle promesse e disposto a far valere gli impegni presi. È questo l’aspetto più inquietante che oggi la magistraturadovrà chiarire fino in fondo”.
“Altro che opera strategica per il Sud: quello che sta emergendo rischia di trasformare il Ponte sullo Stretto nel simbolo di un sistema opacofatto di pressioni, interessi e gestione del potere. Questa vicenda dimostra, ancora una volta, come questo progetto sia utile soltanto a sprecare soldi pubblici e a bloccare da decenni il vero sviluppo del Sud, mentre Sicilia e Calabria continuano ad avere infrastrutture carenti, collegamenti ferroviari inadeguati, strade dissestate e servizi insufficienti, il governo continua a inseguire un’opera faraonica che ha già dimostrato essere l’ennesimo fallimento pagato dagli italiani”, conclude.