Di Matteo: ”Ardita non gradito al sistema, grave il ritorno in Commissione per la nomina di aggiunto della Dna”
"L'autogoverno, specialmente dopo il referendum nel quale tutti ci siamo impegnati a respingere la riforma della politica, deve, ancor più di prima, adoperarsi per essere realmente credibile. La vicenda della nomina del Procuratore aggiunto della DNA presenta aspetti che lasciano senza parole. Prima le lungaggini, poi il tentativo di far prevalere l'esperienza di cybercrime su quella antimafia, adesso il ritorno in Commissione con argomenti del tutto strumentali, se non paradossali, prospettati con voce incerta da componenti del CSM, alcuni facenti parte della stessa commissione e che, quindi, avrebbero potuto rilevarli in quella sede. L'autogoverno elettivo, quello che abbiamo difeso dalla riforma, si nutre della fiducia dei magistrati; non può tollerare neppure il lontano sospetto che vi sia il tentativo di escludere dal ruolo di Procuratore aggiunto della DNA il collega Sebastiano Ardita, perché le sue idee, la sua forte personalità o la non appartenenza a correnti, non lo rendono gradito al sistema, a dispetto di quanto imporrebbe la legge, il testo unico ed una serena valutazione del suo profilo". Con queste parole il il magistrato Antonino Di Matteo, ex componente del Csm, ha commentato all'Adnkronos quanto accaduto questa mattina al Csm. Torna, infatti, in Commissione la pratica del Csm per il posto di procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Una decisione votata a maggioranza nel plenum di questa mattina con 17 consiglieri favorevoli, 10 contrari e due astenuti. In particolare, a favore del ritorno in Quinta Commissione si sono espressi, tra gli altri, i consiglieri togati di AreaDg e Unicost, il consigliere indipendente Roberto Fontana, la togata di Md Domenica Miele, il laico Ernesto Carbone e alcuni laici di centrodestra. Lo scorso 28 aprile dalla V Commissione era arrivata una doppia proposta per la nomina di procuratore aggiunto della Dnaa, con i voti dei due laici di centrodestra Felice Giuffré, Enrico Aimi e il togato di Mi Eligio Paolini per Sebastiano Ardita, attualmente procuratore aggiunto a Catania ed ex componente del Csm, e un voto da parte del togato di AreaDg Maurizio Carbone a Eugenio Fusco, che ha coordinato il gruppo della procura di Milano che si occupa di cybercrime e reati informatici. Una competenza quest'ultima che rientra in quella della Dnaa. "Naturalmente, continuo a sperare che non sia così, ma oggi, ascoltando quegli interventi, ho provato una profonda delusione ed avvertito il timore che il Consiglio non abbia ancora superato quelle logiche di potere, appartenenza e permeabilità ad influenze esterne che ne hanno gravemente condizionato, in passato, autorevolezza e credibilità istituzionale", ha concluso Di Matteo, che oggi è sostituto presso la Direzione nazionale antimafia.