“Nebrodi 2”, i pm chiedono quasi 500 anni di carcere
È l’ultima puntata giudiziaria del primo grado per il maxiprocesso “Nebrodi 2”. Che vede al centro la mafia dei pascoli, quella dei gruppi tortoriciani che truffavano milioni di euro all’Unione Europea e all’Agea sui terreni agricoli. È in pratica il seguito della Nebrodi 1, che scattò nel gennaio del 2020, e ha già registrato la sentenza in Cassazione.
Ieri mattina davanti al tribunale di Patti presieduto dalla giudice Monica Marino è stato il giorno dell’accusa, con l’intervento dei sostituti della Distrettuale antimafia di Messina Francesco Massara e Marco Accolla. Che hanno depositato una corposa memoria e poi hanno formulato le loro richieste per i 58 imputati, 53 persone e 5 imprese agricole. Globalmente i due pm hanno chiesto per gli imputati 48 condanne per circa 500 anni di carcere, alcune molto pesanti, e 5 assoluzioni, e poi una serie di sanzioni pecuniarie per le 5 ditte coinvolte.
Da lunedì spazio alle decine di avvocati impegnati nelle difese, con un calendario già stilato che arriverà per il ciclo delle arringhe fino al 13 luglio. Il giorno dopo, il 14, i giudici dovrebbero entrare in camera di consiglio per emettere la sentenza.
Ecco il dettaglio delle richieste dei due pm per i 53 imputati: Salvatore Antonino Basile Gigante, 6 anni; Giuseppe Bontempo “batoia”, 15 anni; Carmelo Bontempo Scavo “pittinissa”, 22 anni; Giuseppe Bontempo Scavo “pirappapete”, assoluzione per non aver commesso il fatto; Rosario Bontempo Scavo, 6 anni; Salvatore Bontempo Scavo “avvocato”, 23 anni; Sebastiano Bontempo Scavo “piricoco”, 25 anni; Sebastiano Bontempo Scavo “spacchiusu”, 25 anni; Davide Brugaletta, 7 anni; Antonina Merilin Calà Lesina, 6 anni e 6 mesi; Antonino Calabrese, 16 anni e 8 mesi; Alfio Cammareri, 20 anni; Paolo Cancelliere, 18 anni; Signorino Conti Taguali, 18 anni; Cesare Costanzo Zammataro, 12 anni; Giuseppe Costanzo Zammataro “pitrinu”, assoluzione per non aver commesso il fatto; Giuseppe Costanzo Zammataro del 1989, 3 anni; Rosario Attilio Lucio Crascì, 4 anni; Sebastiano Craxì, 6 anni; Maria Destro Mignino, 6 anni e 10 mesi; Salvatore Aurelio Faranda, 6 anni e 8 mesi; Gaetano Faranda, 6 anni; Leone Faranda, assoluzione per non aver commesso il fatto; Giuseppe Massimo Faranda, 9 anni e 4 mesi; Filippo Nicholas Faranda, 4 anni; Giuseppe Furnari, 7 anni e 6 mesi; Vincenzo Galati Giordano “lupin”, 18 anni; Carmelo Galati Massaro “grillaru”, 20 anni; Placido Galvagno, 3 anni e 8 mesi; Luisa Germanà, 5 anni e 4 mesi; Salvatore Giallanza, 4 anni; Salvatore Giglia “Totò bicicletta”, 16 anni e 8 mesi; Salvatore Gulino, 6 anni; Renis Haka, 3 anni; Basilio Lionetto, 14 anni; Antonino Maurizio Liuzzo Scorpo, 6 anni; Saverio Marcinnò, 6 anni; Giuseppa Messina, 3 anni; Marika Messina, 4 anni e 6 mesi; Daniele Monastra Ciarello, 4 anni; Roberto Salvatore Parlagreco, 15 anni; Alfio Pillera, 7 anni; Andrea Pizzino, 4 anni e 6 mesi; Francesco Princiotta, 4 anni e 4 mesi; Carmela Puglisi, 5 anni; Antonino Puliafito, 3 anni; Giuseppe Silvestro, 3 anni; Carmelo Vitale, assoluzione per non aver commesso il fatto; Nunzio Zaiti, assoluzione per non aver commesso il fatto; Carmelino Zingales, 5 anni; Sebastiano Galati Giordano, 15 anni; Rosario Iuculano, 14 anni; Antonino Daniele Faranda, 11 anni.
Ecco le richieste di sanzione pecuniaria per le imprese agricole: Rinascita soc. coop agricola, 240mila euro; Tirrenia s.s., 240mila euro; Le Colline 180mila euro; Campi Verdi, 150mila euro; Agribovini s.r.l.s., 150mila euro.
Nel procedimento sono parte civile oltre ai privati, tra cui ben otto imprenditori di Montalbano vessati per anni, anche diversi enti e associazioni: tra gli altri la Regione Siciliana, Addiopizzo di Messina, il Centro studi “Pio La Torre”, la “Rete per la Legalità” di Messina, Barcellona e della Sicilia, il Comune di Montalbano.
Il collegio dei difensori è composto dai legali: Nino Cacia, Antonino Campisi, Alessandro Pruiti Ciarello, Eleonora Caruso, Salvatore Silvestro e Flavio Sinatra, Christian Parisi, Sebastiano Campanella, Decimo Lo Presti, Alessandro Ioppolo, Giuseppe D'Anna, Giuseppe Serafino, Alessandro Angelino, Carmelo Occhiuto, Vincenzo Giannone, Santi Terranova e Floriana Indovino, Massimo Scerba, Dario Maria Pastore, Giuseppe Mancuso, Filippo Barbera, Flavia Galbato Muscio, Tindaro Celi, Concetta Triscari, Margherita Limongi, Walter Pompeo Salvatore, Nino Favazzo, Maria Americanelli.