E’ scontro sulle progressioni dei dipendenti: Assemblea sindacale infuocata. Stato di agitazione e polemiche
«Gli accordi sulle progressioni economiche orizzontali devono essere rispettati». La modifica dei criteri di individuazione dei beneficiari delle “peo”– decisa dalla direttrice generale Rossana Carrubba lo scorso 28 maggio – accende gli animi a Palazzo Znaca perché restringe la platea dei dipendenti destinatari.
Ieri mattina, in un salone delle Bandiere affollato dagli impiegati comunali, i sindacati hanno tenuto una infuocata assemblea conclusasi con la dichiarazione dello stato di agitazione perché «non si può modificare unilateralmente quanto era stato precedentemente stabilito». L’incontro con il sindaco Federico Basile, tenutosi poco dopo la manifestazione, non è servito a stemperare i toni. La tensione, anzi, è cresciuta. Le parti sociali hanno deciso di dare incarico ai legali di riferimento per accertare l’eventuale comportamento anti-sindacale dell’ente. Quei piccoli aumenti, per i dipendenti e le loro famiglie, non sono marginali. E l’importanza data alla questione è apparsa chiara dal numero di persone che hanno risposto alla chiamata dei sindacati. Tutto sembrava procedere bene quando il 25 febbraio scorso, il direttore generale del Comune Salvo Puccio approvava la graduatoria provvisoria che prevedeva le progressioni per il 50% di 961 unità. Ma dopo le dimissioni del sindaco Federico Basile – lo scorso 26 febbraio – e la conseguente decadenza di Puccio, le cose sono cambiate. La segretaria generale Rossana Carrubba, che ha assunto le funzioni del dg, ha cambiato i criteri per l’assegnazione delle “peo” sulla scorta di pareri e circolari risalenti anche al 2019, ma mai considerati prima. La determina del 28 maggio ha ridotto notevolmente i destinatari della progressioni. Così si è acceso lo scontro che ha portato all’assemblea di ieri.
A parlare ai lavoratori radunati nel salone sono stati ieri i segretari di Fp Cgil Antonio Trino e Giuseppe Previti, di Uil Fpl Livio Andronico e Emilio Di Stefano, di Csa Pietro Fotia e Antonio Cafeo, di Silpol Giuseppe Gemellaro e Giorgio Adamo. «La politica non tiene in debita considerazione chi manda avanti il Palazzo – hanno dichiarato i segretari – i diritti di chi amministra, invece, sono sempre garantiti».
La Cisl Fp era assente ma ha comunicato la condivisione di una battaglia che farà leva sull’art. 28 della Legge n. 300/1970. «Nessuna delle parti, e tantomeno l’Amministrazione – ha dichiarato la segretaria Giovanna Bicchieri – può introdurre o richiamare limiti percentuali, vincoli o condizioni che non trovano fondamento nel contratto o negli accordi sottoscritti”. Basile, ancora privo di assessori, non si è comunque sottratto al confronto ed ha espresso «la volontà dell’Amministrazione di individuare possibili soluzioni alle criticità evidenziate».
Il primo cittadino ha sottolineato come «la questione presenti profili di natura tecnico-amministrativa che richiedono approfondimenti». L’Amministrazione ha quindi rinviato ad un successivo incontro «nell’ottica di proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali per un percorso condiviso».